Lucrezio: Come stanno le cose
Rileggendo oggi il grande poeta latino ( che non mi hanno fatto leggere né a scuola né all’Università, malgrado 12 anni di studio della lingua,) debbo ringraziare Pier Giorgio Odifreddi “ matematico impertinente”, non solo per la sua bella traduzione in prosa, nelle pagine dispari del suo libro, “Come stanno le cose” (Rizzoli 2013), ma anche per averci segnalato in quelle pari, come, nel corso di 2000 anni dalla pubblicazione del poema
“ De Rerum natura”, i grandi scienziati europei di epoca moderna abbiano confermato nelle loro ricerche le verità scientifiche genialmente intuite e anticipate dal testo letterario più interessante dell’epoca classica.
Lucrezio era morto a 26 anni. Considerava Epicuro il suo geniale maestro, ma si ricollegava anche a tutti i filosofi pre-socratici, sia per criticarne le tesi che per accettarle.
Per noi è interessante scoprire nel libro di Odifreddi le connessioni ideali e fattuali del De Rerum natura con l’intera cultura umanistica moderna (letteraria, filosofica, artistica) e soprattutto con la cultura scientifica (fisica, chimica, biologica e cognitiva)
Ci troviamo di fronte, caro papa Francesco, a una grandiosa visione del mondo, molto lontana da quella espressa nel LIBRO, la Bibbia che ha dominato la cultura europea, dal Medio evo all’età del Rinascimento, fino a quando il poema di Lucrezio è stato scoperto da un umanista, Poggio Bracciolini , nella biblioteca di un monastero tedesco.(1417)
Ci troviamo di fronte a un grande Vangelo del pensiero razionale,da leggere con piacere e con curiosità, per sapere “Come stanno le cose”.
Lucrezio ci parla degli atomi, delle molecole, dei geni, del fatto che la struttura del mondo fisico la si può capire senza bisogno di invocare sovrastrutture metafisiche o superstizioni religiose.
Lucrezio si chiede come è nato il mondo e come finirà, che cos’è l’animo o l’anima , e come funzionano la mente, il cervello e il sistema nervoso, come nasciamo e come finiremo noi.
Questi sono gli aspetti del suo pensiero che mi hanno più interessato, in modo particolare il concetto di Infinito, non solo dell’Universo ma anche il numero infinito dei mondi e delle galassie.
Il nostro amato Primo Levi nel suo libro “La ricerca delle radici. Antologia personale” diceva:
“Lucrezio non si legge volentieri al liceo, perché da un lato è troppo difficile dall’altro è stato giudicato pericoloso: perché aveva troppa fiducia nei propri sensi, si ribellava contro la superstizione, e spiegava l’universo come gli atomisti moderni. Non è un’opera letteraria come le altre: è in versi, ma parla di argomenti prosaici, dal micro al macro scientifico, passando per l’intermediazione umana”
***
2) Ero sempre stata un’appassionata lettrice dei filosofi pre-socratici, da quando era apparso in Francia il libro di F. Monod, premio Nobel per la fisica, ” Il caso e la necessità”, che aveva riabilitato il materialismo di Democrito, e la nozione di Caso, rispetto al materialismo dialettico di Marx e Engels.
Li avevo letti in una bella antologia pubblicati da Gallimard nella Pleiade,
nella quale erano presenti tanto i filosofi ionici (Anassimandro, Eraclito, Parmenide,) quanto i fisici eleatici successivi (Empdedocle, Anassagora, Democrito di Abdera,) Purtroppo manca Epicuro, più tardivo, il maestro di Lucrezio. Tuttavia sono le loro visioni cosmologiche ad essere confluite nel “De Rerum natura”-
La congiura del silenzio su Lucrezio era cominciata già fra gli scrittori romani: Virgilio non lo cita mai per le sue scabrose posizioni filosofiche.
Ovidio invece aveva detto nei suoi “ Amori” che “ i versi di Lucrezio sono destinati a perire solo il giorno della fine del mondo”. E Cicerone , che lo aveva pubblicato postumo, ne parla esaltando lo splendido ingegno e anche la sua vivace dottrina.
Gli scrittori cristiani, a lui ostili, tramandarono la notizia che era pazzo e morto suicida per aver ingerito un filtro d’amore, che era in realtà un veleno.
Il I° libro inizia con uno splendido Inno a Venere (Vrs 1-49).
“O Divina Venere, alma mater del genere umano,
tu sei la natura che dà piacere agli uomini e agli Dei,
Tu sei colei che, sotto i cieli dei pianeti e delle stelle,
pervadi i mari solcati dai naviganti e le terre ricolme di frutti.
Tu sei l’origine delle specie che vedono la luce del sole.
Sei tu a governare la Natura delle cose…
E’ per questo che ti voglio al mio fianco, mentre mi accingo a scrivere.
Tu sola, come Dea dell’Amore, puoi vincere Marte, Dio della guerra”.
Nel V° libro diceva:”
“Arrivano la primavera e la sua Dea Venere. Avanza Zefiro, il messaggero alato. Sulle sue orme Flora, la madre dei fiori, colma la via e sparge di fronte a loro colori e profumi”
Nel 1482 Sandro Botticelli, influenzato da questi versi, dipingeva “la Primavera e la Nascita di Venere, i quadri più belli e più famosi del Rinascimento.
Molto importante è poi l’elogio ad Epicuro ( I° libro, vs.62-79)
Ci fu un tempo in cui, per nostra vergogna la vita umana giaceva atterrata e soffriva atterrita, oppressa dal peso della religione. E venne un uomo chiamato Epicuro, un greco che per primo osò guardare in faccia la religione, con i suoi occhi mortali, ed ergersi contro di essa. Con la sua vittoria egli ha sottomesso la religione e ci ha elevati al rango del cielo”
Basta ricordare l’orrendo sacrificio di Ifigenia, immolata dal padre Agamennone
affinchè la flotta potesse salpare per Troia: la religione all’origine di questo spaventoso delitto.
“ Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”
( Così aveva detto Empedocle di Agrigento, uno dei massimi pensatori nati in Sicilia.)
“Tutti siamo presi dalla paura vedendo fenomeni inspiegabili, in tutto ciò che accade in cielo e in terra Subito intenderemo ciò che avviene, senza scomodare gli Dei.”
Ogni cosa cresce gradualmente, generata da semi specifici, e si sviluppa in modo regolare e riconoscibile. E’ insensato credere che esistono cose senza semi e parole senza lettere?
E’ la materia che è eterna, fatta di atomi indistruttibili, che si legano fra loro finché non interviene una forza esterna che disgrega i legami che li uniscono.
Nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, le gocce di pioggia cadono sulla terra e svaniscono, ma poi si trasformano in messi, in foglie sugli alberi e poi in frutti, di cui si nutrono gli animali e gli uomini.
Tutto confermato,- ricorda Odifreddi_- dal chimico Antoine De Lavoisier nel 1789:
In una reazione la somma dei prodotti reagenti è uguale alla somma dei prodotti della reazione”
Il vuoto e la materia: I° libro
(vs. 329-397)
Nella natura non c’è solo la materia ma anche il vuoto: se non ci fosse il vuoto le cose non potrebbero muoversi perché i corpi oppongono resistenza”
Le gocce di umidità che cadono sui sassi alla lunga li perforano2
Charles Lyell nei “Principi di geologia” (1830) diceva :
“Piccoli cambiamenti possono provocare in tempi lunghi grandi cambiamenti”
Galilei nel “ De motu” ( 1589-92) diceva la stessa cosa, discutendo col suo amico Buonamici che citava Lucrezio.
Il peso e il vuoto ( I° libro) (Vs.329-397)
Se due cose hanno lo stesso volume ma pesano diversamente è perché una contiene più vuoto, che non pesa, e l’altra più materia che pesa”
.418-448) Tutta la natura consiste nei due aspetti:la materia di cui sono costituiti i corpi e lo spazio vuoto in cui essi sono contenuti e si muovono
Fu Evangelista Torricelli (1644) che fece una verifica sperimentale di questi versi col famoso barometro, come scrisse in una lettera a Ricci.
“Fu opinione degli epicurei che il vacuo si potesse dare, come si legge presso Lucrezio”
Gli atomi e le loro proprietà I° , Vs,483-502
I corpi possono essere semplici , dunque materiali, e privi di vuoto, oppure composti (contengono del vuoto circondato da materia. Non ci sono né il pieno assoluto né il vuoto assoluto: quindi ci sono atomi capaci di aggregarsi per delimitare il vuoto.
Gli atomi sono immortali per permettere il farsi e il disfarsi delle cose , per aggregare cose dure ( pietre e ferro) e disgregare cose molli ( aria, acqua terra e fuoco), semplicemente mescolandosi al vuoto. Dall’aggregazione , ( la nascita delle cose) si può arrivare alla disgregazione ( la loro morte)
Due sono gli esperimenti scientifici che hanno confermato questi versi:
Newton (1704) nell’Ottica si pose il problema di valutare la quantità di vuoto in un corpo pieno
Rutheford (1911) accertò in un esperimento che un atomo ha un nucleo massiccio, intorno al quale girano minuscoli elettroni a grande distanza da esso.
Scoprì così il modello planetario dell’atomo, confermando dopo 2000 anno l’intuizione di Lucrezio sulla struttura atomica della materia.
Gli elementi primordiali I° vs .635- 704
Lucrezio critica severamente i pre-socratici, prima di tutto Eraclito che aveva indicato nel fuoco l’elemento primordiale
“ Un fuoco più o meno intenso resta fuoco, e non può diventare nessuna delle cose che vediamo sulla terra. Alcuni atomi producono fuoco, ma non sono di per sé fuochi.
Ma sbaglia anche Anassimandro quando pensa che tutto sia aria, e Talete, quando pensa che tutto si acqua. Invece (I° vs.734-7819 Empdedocle di Agrigento li ha quadruplicati ( aria acqua, terra e fuoco). Ma se essi sono antagonisti si distruggono a vicenda e non possono essere considerati primordiali, all’origine di tutti gli altri. Qualcosa deve rimanere immutato perché le cose non tornino nel nulla.
Ci sono invece elementi immutabili che si aggregano e che si disgregano formando sempre nuovi corpi. Corpi celesti ( sole, luna stelle pianeti) e corpi terrestri ( mare, fiumi laghi, alberi esseri terrestri)
L’alfabeto della natura I° libro vs. 817-829
Nelle frasi vediamo parole formate da lettere, che però significano cose diverse e risuonano in modo diverso. Lo stesso accade agli atomi, molto più numerosi delle lettere, quando si combinano a formare le cose più varie Ciò che conta sono le interazioni fra gli atomi, con piccole variazioni ( legno-fuoco) come le lettere con le parole ( ligneo- igneo)
A questi versi di Lucrezio accenna William Bragg ( Premio Nobel per la fisica) 1915, nel libro “ Sulla natura delle cose” ( Dopo averlo letto Primo Levi decise di studiare chimica)
Odifreddi osserva che oggi ci sono molti alfabeti naturali, a seconda dei settori scientifici.
Per la fisica : quark e leptoni, elettroni e neutrini, che si combinano in parole chiamate ATOMI
Per la chimica: molecole e macromolecole che si combinano in acidi nucleici, nei lipidi (grassi), in polisaccaridi e proteine.
Per la biologia invece abbiamo basi azotate, che si combinano in codoni, in capitoli (geni) che codificano il programma dell’organismo a cui appartiene la cellula.
L’infinito I° libro (vs. 951-1007)
Lo spazio è infinito e l’Universo anche: illimitato. Non importa dove si si ponga: siamo sempre circondati da uno spazio infinito, in tutte le direzioni.
Gli atomi si muovono senza tregua perché non c’è nessun fondo su cui possono cadere.
Si muovono in tutte le direzioni incessantemente, richiamati dall’infinità dello spazio
Newton nei suoi Principia (1692) commenta: Lucrezio pensa che tutti i mondi si attraggono vicendevolmente e l’attrazione verso mondi che stanno da una parte impedisce loro di precipitare verso mondi che stanno dall’altra
Ernest Mach nella “Meccanica nel suo sviluppo (1883) disse.
“ L’inerzia di un corpo è determinata dalle masse dell’intero universo “
Einstein adottò questo principio di Mach a fondamento della teoria generale della Relatività. (1913 )
Materia e vuoto sono infiniti ( I° libro, vs.1008-1051)
Gli atomi non decidono da soli se e come aggregarsi, né sono liberi di scegliere come muoversi, sperimentando ogni tipo di unione e di moto.
L’infinito fornisce continuamente materia per ripristinare ciò che viene perduto. Le cose si dissolvono se non viene fornito loro un continuo ricambio Gli urti fra gli atomi sono infiniti, ma per mantenere le cose ci sarebbe bisogno di una quantità infinita di materia.
L’Universo infinito non ha centro
Einstein estese nel 1917 l’idea di Lucrezio al principio cosmologico
“L’universo appare in ciascun istante allo stesso modo da qualunque parte e in qualunque direzione lo si osservi. In qualunque istante: vuol dire che l’Universo non è statico ma in espansione.
Una sfera col centro dovunque e la superficie in nessun luogo” lo disse Mauritz Escher nel “Limite del terzo Cerchio”, ( 1959 )
Gli infiniti Mondi Libro II° Fisica e chimica, ( vs. 1048-1089)
L’Universo è infinito e in tutte le direzioni.
Anche altrove devono esistere aggregati di atomi simili alla terra, che l’atmosfera racchiude nel suo avido abbraccio
Quando ci sono infinita materia, infinito spazio, e infinito tempo a disposizione e niente che si opponga, è obbligatorio che prima o poi ci siano cose inanimate ed esseri animati.
Dunque devono esistere altre terre e altre specie di esseri: vegetali animali, umani. Non sono unici il cielo, la terra, il sole la luna. Al contrario ci devono essere infiniti mondi , ciascuno con le proprie estensioni spaziali, le proprie durate temporali, e le proprie specie di esseri. E ciascuno di questi mondi è stato creato nella stessa maniera casuale in cui è stato creato il nostro.”
Un Universo senza Dei (vs. 1090-1104)
La natura non è sottomessa a padroni superbi. Fa tutto da sé e senza interventi divini.
Questi versi di Lucrezio sono i più visionari: adottano il concetto democriteo di CASO nella formazione della materia, e annunciano l’esistenza di altri pianeti, al di fuori del sistema solare, di altre galassie al di fuori della Via lattea.
Nel 1584 Giordano Bruno, ispirandosi a Lucrezio, scrisse l’Infinito Universo e mondi , e nel 1600 venne condannato al rogo dal Tribunale dell’Inquisizione, guidato dal Gesuita Card. Bellarmino.
Nel 1890 Henry Poincaré doveva confermarli nel suo” Teorema di Ricorrenza”
Nel 1898 Ludwig Boltzmann doveva confermarli nel suo “Teorema ergodico”
Nel 1922 Edwin Hubble scopre la prima galassia all’infuori della Via Lattea
Nel 1988 Bruce Campbell e Gordon Walker trovano un pianeta al di fuori del sistema solare, attorno alla stella doppia GAMMA CEPAI
Oggi sappiamo- dice Odifreddi- che nell’Universo esistono 100 miliardi di galassie, ciascuna contenente 100 miliardi di stelle,
E conosciamo già un migliaio di pianeti, e il numero aumenterà.
Libro II°. Fisica e chimica Il pulviscolo atmosferico. Vs.112-141
Osserviamo quando un raggio di sole irrompe in una stanza buia. Nel fascio di luce vedrai danzare molti corpuscoli radunandosi e disperdendosi di continuo. Lì vedrai un moto casuale di particelle che vanno da tutte le parti, ora qua ora là, e questo moto visibile deve essere prodotto dagli atomi invisibili.
Maxvell, uno dei maggiori fisici mai esistiti
nel 1865 aveva scritto “Una teoria dinamica nel campo elettromagnetico” E nel 1871 “ Una storia della teoria cinetica di gas.” Nel 1866 In una lettera a Hugh Munzer aveva scritto :
“Il moto delle particelle che volano in tutte le direzioni e causano, attraverso gli urti il moto dei corpi più grandi, deve essere collegato alle teorie di Democrito e di Lucrezio
Gli atomi di Lucrezio si muovono nella stessa direzione all’insù o all’ingiù e con la stessa accelerazione (vs. 238-239), eccetto quando deviano per cui entrano in collisione (vs.217-224).
Le sue parole sono una buona illustrazione delle teorie moderne”.
Odifreddi sottolinea che oltre alla descrizione poetica della danza del pulviscolo atmosferico, Lucrezio dà una descrizione scientifica.
Si tratta cioè “ di un moto casuale visibile, prodotto dagli urti casuali di atomi invisibili”
Robert Brown, botanico, nel 1827 aveva fatto un “Breve resoconto di osservazioni al microscopio fatte sulle particelle contenute nel polline delle piante.“ Un incessante movimento delle particelle in sospensione in acqua ferma”
Einstein nel 1905 in uno studio “ Sul movimento delle particelle sospese in liquido, riprendeva l’idea di Lucrezio:
“Il moto visibile delle parti macroscopiche è causato dal moto invisibile delle molecole del fluido che le urtano. Lo spostamento di una particella è proporzionale non alla durata del movimento ma alla sua radice quadrata”.
Il Ciclo della vita ( II°, vs 1105-1143)
Dall’inizio del nostro mondo molti atomi si sono aggiunti quaggiù a quelli primordiali, scagliati dall’immenso Universo. Dovunque le cose si rigenerano con quelle appropriate: l’acqua con l’acqua, la terra con la terra, l’aria con l’aria, il fuoco col fuoco”
Odifreddi vede in questi versi un meccanismo di fecondazione e di rigenerazione dei pianeti mediante un costante apporto di materiale cosmico.
Newton, nel 1687 nella I° ediz. Dei PRINCIPIA, discute a lungo il ruolo delle comete e dichiara ( III° 41, 2):
Io sospetto che sia soprattutto da esse che deriva ciò che è richiesto per sostenere la vita di tutte le cose.
Nel luglio del 1994 la Cometa Shoemaker Levys entrando in collisione con Giove, ha mostrato la concretezza dell’ipotesi.
Nel 1974 Fred Hoyle è partito dalla scoperta di materiale organico nella polvere cosmica e sui meteoriti per ipotizzare che la vita sulla terra possa essere arrivata da altre zone dello spazio, con condizioni più favorevoli alla sua nascita.
Libro II°. La psiche. II° elogio di Epicuro. (vs. 1-30)
O mortale Epicuro, che nelle fitte tenebre hai potuto accendere un lume e chiarire quali siano i beni della vita. Nella tua Lettera sulla Felicità a Menaceo tu dici:
“ La morte non è nulla per noi, perché fin quando ci siamo noi non c’è la morte. E quando c’è la morte non ci siamo più noi”
Federico il Grande di Prussia, amico di Voltaire e di Bach, diceva:
“ Quando sono afflitto leggo il III° libro di Lucrezio: lo consiglio come lenimento per le malattie dell’animo” Un consiglio da re- dice Odifreddi
Libro III° La psiche
Animo e anima ( vs. 94-135)
L’animus, chiamato pensiero o mente, ha un suo organo preposto nel corpo.
L’anima è percezione o vita, e pure essa è incarnata in un organo. Può rimanere vitale sin quando si esala l’ultimo respiro.. Allora l’anima abbandona il corpo.
A essere coinvolti nel mantenimento della vita sono soprattutto gli atomi legati al calore e all’energia
(vs. 136-176) Quindi animo e anima sono di natura corporea. Sono due aspetti di un’unica natura chiamata Psyche, che capeggia e domina l’intero corpo. La mente è localizzata nel cervello, mentre la percezione è distribuita in tutto il corpo attraverso il sistema nervoso. Reagisce ai comandi della mente , ma agisce anche indipendentemente da essa.
L’animo e l’anima sono collegati fra loro. La materia può influenzare la materia.
Anima, mente, corpo ( III° libro, La psiche, vs 323-369)
Abbiamo una mente incarnata che preserva e dirige il corpo. Le radici della mente e del corpo sono comuni, e tanto aggrovigliate fra loro da non poter essere dipanate”
I sensi si attivano solo attraverso un’azione congiunta degli organi e della percezione. Non è possibile sentire solo col corpo o solo con la mente: ci vogliono entrambi.
Odifreddi ricorda che l’espressione “mente incarnata” prefigura filosoficamente le scienze cognitive:
Maurice Merleau Ponty nel 1945 scrisse “Fenomenologia della percezione”
F. Varela, Erwin Thompson e Eleanor Rochnel nel 1992 scrissero“La mente incarnata”.
La loro idea è che spirito, anima, coscienza sono radicati nel corpo.
La conseguenza è anti-metafisica e anti-religiosa, cioè che senza corpo non esiste nessun’anima, e che questa si dissolve quando quello si decompone.
III* l. La psiche Vs. 370-416
Gli atomi che costituiscono la psiche non solo sono molto più piccoli di quelli del corpo, ma anche molto meno numerosi e più sparsi.
Odifreddi quantifica:
a) il sistema nervoso è costituito da 100 miliardi di neuroni (cellule particolari) nel corpo umano ci sono 100 000 miliardi di cellule (un rapporto da 1 a mille)
Lucrezio presuppone dunque un controllo centralizzato.
III° libro vs.445-486
I dolori e le malattie del corpo intaccano la mente e ne possono determinare la morte.
Sono gli effetti mentali determinati da cause fisiche
L’epilessia. Crisi epilettiche Vs.487- 522
“Uno con un grave delirio cade a terra, come colpito da un fulmine. Poi l’attacco di placa.
Se già una malattia come l’epilessia può sconvolgere l’animo e l’anima, come si può immaginare che l’uno e l’altra sopravvivano fuori dal corpo, esposte ai venti e alle tempeste?
Lucrezio - dice Odifreddi – equipara l’anima al sistema nervoso. E le malattie neurologiche come l’epilessia confermano l’impossibilità di separare lo spirito dal corpo.
Il sistema mente- corpo - vs. 548-579
Corpo e mente godono insieme dell’energia vitale. Animo e anima si mescolano insieme al cervello e al sistema nervoso. Dopo la morte animo e anima si dissolvono
Le progressive perdite di percezione, attenzione, memoria e capacità intellettuale, e le malattie degenerative della vecchiaia come la demenza senile e l’Alzheimer, costituiscono altrettante fasi dell’inesorabile decadimento del cervello e del sistema nervoso, che fa parte dell’invecchiamento del corpo.
Kant nel 1781 nell’Introduzione alla “Critica della ragion pura” afferma: “Senza i sensi non si hanno sensazioni corporee e senza cervello non si hanno percezioni mentali
La psiche nasce, cresce e muore insieme al corpo Vs 1024-1052
Il problema non è come vivere il breve tempo che ci è concesso, ma come temere l’eterno tempo che seguirà, né vivendo si incontra alcun nuovo piacere
Odifreddi ricorda che Montaigne aveva fatto incidere questi 4 versi di Lucrezio sul soffitto a cassettoni della sua biblioteca al III° piano del suo
Castello in Dordogna.
Conclusione:
Caro Papa Francesco, non posso esaminare tutto il libro di Odifreddi perché su Internet la gente non ha tempo di leggere.
Concluderò solo dicendo che nel 1900, in occasione del trentesimo anniversario della breccia di Porta Pia, la giunta laica e massonica in Campidoglio fece erigere in Piazza Campo de Fiori un monumento a Giordano Bruno, realizzato dallo scultore e maestro del Grande Oriente Ferrari. Un anno dopo aver stipulato il trattato e il Concordato con lo Stato Italiano fascista, nel 1930 il Papa Pio XI° diede la sua risposta al monumento: fece canonizzare il Gesuita Cardinale Bellarmino, a capo del tribunale dell’Inquisizione, che a causa del rifiuto di Bruno di ritrattare le sue teorie dei Mondi e dell’Universo infiniti, aveva deciso, dopo innumerevoli interrogatori e torture, cominciate nel 1597, di mandarlo sul rogo. (febbraio 1600)
Dal momento che la ricerca scientifica e astrofisica del Novecento hanno confermato la validità delle tesi Lucreziane, riprese da Giordano Bruno, non credi che sia giunto il momento di riabilitarlo per avere avuto il coraggio delle sue idee? E’ arrivato forse anche il momento di SCANONIZZARE il Gesuita Bellarmino che ne aveva decretato la morte “senza versare sangue”. Dopo tutto era una figura di gesuita ben diverso dal cardinal Martini e da te, contrario a quelle virtù di rispetto e tolleranza umana che tu auspichi per la gente della tua Chiesa. Come fa quindi a stare sugli altari? Bruno ha agito da martire secondo la sua coscienza, (scienza congiunta!). Sotto il suo monumento ci vorrebbe una bella corona di fiori, da parte di Papa Francesco, come quella che hai gettato in mare a Lampedusa. Sono sicura che anche Scalfari sarebbe contento di questa tua eventuale decisione, e così pure i numerosi atei che esistono in Italia, molto attenti a tutte le innovazioni del tuo pontificato. Nella mia lettera a te indirizzata, in cui riconoscevo e apprezzavo le tue qualità di persona, ribadivo però le differenze esistenti fra noi, una per me importante fra tutte. Non credevo all’anima e alla sua immortalità, e sostenevo che la resurrezione dei corpi non sarebbe per noi possibile. I versi di Lucrezio sulla mente incarnata, sul cervello e sul sistema nervoso che si deteriorano con le malattie e l’invecchiamento del corpo, fino a sparire con la morte, e le opinioni scientifiche che li hanno avvalorati, mi hanno confermata nelle mie idee. Le persone scomparse potranno durare solo se saranno ricordate per quanto hanno fatto di positivo o di negativo nella loro vita, secondo coscienza. Ti raccomando di leggere il libro di Odifreddi e il poema di Lucrezio: che ci ha insegnato a capire “Come stanno le cose”
sabato 26 ottobre 2013
lunedì 14 ottobre 2013
Domande indiscrete - I suicidi e la legge sull’eutanasia
Ecco una bella domanda che Eugenio Scalfari dovrebbe fare a Papa Francesco, nel loro prossimo incontro.
La prima domanda: fino a quando la Chiesa vorrà imporre allo Stato Italiano la sua visione etico-religiosa, entrando a gambe tese nella vita dei cittadini, come ha fatto tante volte per il divorzio, per l’aborto, e come continua ancora a fare con la maternità assistita, con le regole per il fin di vita, e l’accanimento terapeutico nelle malattie terminali, con le staminali ecc.?
Abbiamo assistito in questi ultimi anni ai suicidi traumatici di due grandi cineasti, Monicelli e Lizzani, che si sono buttati dal balcone della loro casa, perché, come era loro diritto, avevano deciso di staccare la chiave: la loro non era più una vita.
Abbiamo visto che Lucio Magri per poter ottenere un aiuto a farlo, è dovuto andare in Svizzera, dove c’è una legge per l’eutanasia.
In Italia 67.000 cittadini hanno firmato una legge popolare che giace da anni alla Camera, e Laura Boldrini non la mette in agenda di discussione.
Né Rai 3 né la Sette hanno poi finora programmato uno dei films migliori di Lizzani, quello che raccontava il dramma di corte in casa Mussolini col processo e la condanna a morte di Galeazzo Ciano, marito di sua figlia Edda, poiché era stato uno dei ribelli nella riunione del 25 luglio ’43 al Gran Consiglio, dove era stata decretata la fine del suo governo.
Quando insegnavo storia contemporanea all’Università di Aix en Provence lo avevo fatto proiettare in una sala speciale per gli studenti, che ebbero modo di apprezzare il racconto cinematografico eccellente di uno dei momenti più drammatici vissuti nel nostro paese. Mi chiedo quanto tempo dovremo ancora aspettare per rivederlo?
La seconda domanda indiscreta riguarda Beppe Grillo, che dopo aver sbeffeggiato le “Lacrime napulitane” per la richiesta di Re Giorgio alle Camere di discutere al più presto due leggi di indulto e amnistia, al fine di svuotare le carceri, non si è accorto che i suoi deputati penta stellati, lungi di fregarsene dei problemi degli italiani, avevano già presentato un progetto di legge, volto a rendere più civile la vita dei detenuti. Non solo avevano proposto di ristrutturare alcune prigioni in degrado, ma anche di depenalizzare l’uso delle droghe, abolendo la legge Fini-Giovannardi ( che permetterebbe la messa in libertà di 20.000 prigionieri), di abolire l’uso della custodia cautelare dei detenuti in attesa di giudizio, ma anche e soprattutto di abolire il reato di clandestinità, previsto dalla legge Bossi Fini.
Lo ha detto la deputata del M5S Giulia Sarti alla giornalista del Fatto quotidiano Paola Zanca. (10 ottobre 2013)
Mi è parsa quindi ottima l’iniziativa dei senatori e dei deputati di portare il testo del loro progetto al Quirinale, visto che Re Giorgio li aveva insultati come menefreghisti. E’ stato consegnato a Marra, segretario e portavoce del Quirinale.
L’ 11 ottobre tutti i giornali hanno messo in rilievo che Grillo, accodandosi alle posizioni della Lega sulla legge Bossi-Fini, ha bistrattato suoi senatori, Maurizio Buccarella, e Andrea Cioffi , autori dell’emendamento.
Il primo è un avvocato di Lecce, di 49 anni, nel M5S dal 2007, che ha difeso alcuni immigrati in provenienza dalla Turchia e dall’Afganistan, ed è convinto che la norma sulla clandestinità sia inutile e dannosa.
Quindi ambedue avevano proposto la modifica alla Bossi Fini e votato insieme a Sel , al PD e Scelta Civica, un emendamento per abrogare il reato di clandestinità.
Grillo sul blog li ha scomunicati , dicendo che questo non era affatto nel suo programma ( Avrebbero preso 0 voti se lo avessero inserito)…
“Il più incavolato dei due era Casaleggio:” Non ci possiamo permettere di perdere i voti dei delusi del Centro destra, in questo momento delicato della loro crisi”.
O si fa come dicono loro oppure se ne vanno.
E’ una minaccia o una promessa? Nessuno si metterà a piangere… meglio che vadano a farsi una bella nuotata: come dice la canzone:”Tutti al mare!.... ecc.
Per fortuna i senatori si sono appellati alla base in rete, e hanno detto no al diktat dei due Capi.
Dobbiamo però ricordare che l’articolo 67 della Costituzione dice che i parlamentari rappresentano la Nazione ed esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato” , e quindi non possono dipendere né dalla rete né da un comico, sempre più matto, e dal suo guru.
Pertanto se vogliono pensare con la propria testa possono farlo, e possono anche dire a Grillo di mettere nel programma l’abolizione del reato di clandestinità, visto che già era presente nel progetto dei penta stellati sullo svuotamento delle carceri.
In ogni caso sembra opportuno cancellare del tutto la legge Bossi-Fini come indegna di un paese civile (le firme le sta raccogliendo Repubblica) per sostituirla con una altra sull’emigrazione, più consona alla nuova situazione, rispetto al 2009, quando fu promulgata, visto che i nuovi afflussi sono di natura politica ( una fuga dalle dittature e dalle guerre, oltreché di natura economica).E secondo l’art.10 della Costituzione, “lo straniero privo di diritti alla libertà nel suo paese ha diritto d’asilo sul territorio della Repubblica.”
Un’altra legge da cancellare e sostituire con un’altra è quella Fini-Giovannardi sulle droghe: i tossico-dipendenti dovrebbero andare in comunità di recupero e non in galera, a occupare posti e rendere impossibile la vita nelle carceri.
Ma anche la legge per la detenzione di chi è in attesa di giudizio sarebbe da rivedere: i dati sono impressionanti. I detenuti i in attesa in carcere sono 12.333, su una popolazione totale di 64.758. L’eccedenza è dunque di 17.543.
Ed è maggiore, soprattutto al Sud, in Campania e in Sicilia. Il procuratore anti mafia di Reggio Calabria, Gratteri , intervistato sul Fatto, ha messo in evidenza che ci sono carceri come quelle di Pianosa e dell’Asinara , destinate ai detenuti puniti con il 41 bis, che sono state chiuse. Vanno riaperte. Ci sono carceri di nuova costruzione, vuote per assenza di personale giudiziario, come quello di Cagliari, e di Nuoro.
Se poi i processi fossero informatizzati, si potrebbero trovare molte risorse per pagare il personale per gli istituti penitenziari.. Ci sono centinaia di computer inutilizzati: invece di mettere le ordinanze su cartaceo, e mandare in giro gli agenti di polizia giudiziaria, si potrebbero mettere i dati su cd, ( date di udienza, sentenze ecc.) e farle leggere ai detenuti, senza sprecare denaro per canta, cartucce e toner.
Non si dovrebbe uscire dal carcere perché si sta stretti, ma solo se si è scontata la pena, e si è iniziato un percorso di recupero . Con l’indulto mastelliano del 2006 sono usciti 20.000 detenuti, e poi le carceri si sono di nuovo riempite.
In galera ci sono per ora solo poveri cristi: i corrotti, i corruttori ,gli evasori sono tutti a spasso e 70 di loro perfino in Parlamento, indagati e rifugiati li , per evitare di andare ijn prigione.
Pertanto- come dice Epifani- l’amnistia e l’indulto sono gli ultimi gradi , rispetto a un corretto percorso legislativo di eliminazione di leggi scorrette, ( Bossi-Fini, Fini Giovannardi, e la Cirielli,) volto a diminuire l’affollamento delle carceri, per fare spazio e farci andare chi non c’è mai andato.
La terza domanda riguarda l’Imu che dovrebbero pagare gli istituti chiesastici volti a realizzare profitti di natura commerciale: c’è una legge che il governo Monti ha promulgato nel 2012, ma guarda caso si è dimenticato di annettere i regolamenti attuativi…
E’ la CEI e il cardinale Bagnasco che dovrebbero finalmente decidere di farlo: a quando una bella letterina di sollecito da parte di Papa Francesco, che vuole una Chiesa povera, preoccupato della condizione degli italiani in tempi di crisi?
La quarta domanda è per i cosiddetti saggi nominati dalla Presidenza della Repubblica: Perché manomettere l’articolo 138 della Costituzione, quando per diminuire il numero dei deputati ed evitare il bicameralismo perfetto tra Camera e Senato, e fare di quest’ultimo una camera delle autonomie, basterebbe un percorso legislativo ordinario?
La prima domanda: fino a quando la Chiesa vorrà imporre allo Stato Italiano la sua visione etico-religiosa, entrando a gambe tese nella vita dei cittadini, come ha fatto tante volte per il divorzio, per l’aborto, e come continua ancora a fare con la maternità assistita, con le regole per il fin di vita, e l’accanimento terapeutico nelle malattie terminali, con le staminali ecc.?
Abbiamo assistito in questi ultimi anni ai suicidi traumatici di due grandi cineasti, Monicelli e Lizzani, che si sono buttati dal balcone della loro casa, perché, come era loro diritto, avevano deciso di staccare la chiave: la loro non era più una vita.
Abbiamo visto che Lucio Magri per poter ottenere un aiuto a farlo, è dovuto andare in Svizzera, dove c’è una legge per l’eutanasia.
In Italia 67.000 cittadini hanno firmato una legge popolare che giace da anni alla Camera, e Laura Boldrini non la mette in agenda di discussione.
Né Rai 3 né la Sette hanno poi finora programmato uno dei films migliori di Lizzani, quello che raccontava il dramma di corte in casa Mussolini col processo e la condanna a morte di Galeazzo Ciano, marito di sua figlia Edda, poiché era stato uno dei ribelli nella riunione del 25 luglio ’43 al Gran Consiglio, dove era stata decretata la fine del suo governo.
Quando insegnavo storia contemporanea all’Università di Aix en Provence lo avevo fatto proiettare in una sala speciale per gli studenti, che ebbero modo di apprezzare il racconto cinematografico eccellente di uno dei momenti più drammatici vissuti nel nostro paese. Mi chiedo quanto tempo dovremo ancora aspettare per rivederlo?
La seconda domanda indiscreta riguarda Beppe Grillo, che dopo aver sbeffeggiato le “Lacrime napulitane” per la richiesta di Re Giorgio alle Camere di discutere al più presto due leggi di indulto e amnistia, al fine di svuotare le carceri, non si è accorto che i suoi deputati penta stellati, lungi di fregarsene dei problemi degli italiani, avevano già presentato un progetto di legge, volto a rendere più civile la vita dei detenuti. Non solo avevano proposto di ristrutturare alcune prigioni in degrado, ma anche di depenalizzare l’uso delle droghe, abolendo la legge Fini-Giovannardi ( che permetterebbe la messa in libertà di 20.000 prigionieri), di abolire l’uso della custodia cautelare dei detenuti in attesa di giudizio, ma anche e soprattutto di abolire il reato di clandestinità, previsto dalla legge Bossi Fini.
Lo ha detto la deputata del M5S Giulia Sarti alla giornalista del Fatto quotidiano Paola Zanca. (10 ottobre 2013)
Mi è parsa quindi ottima l’iniziativa dei senatori e dei deputati di portare il testo del loro progetto al Quirinale, visto che Re Giorgio li aveva insultati come menefreghisti. E’ stato consegnato a Marra, segretario e portavoce del Quirinale.
L’ 11 ottobre tutti i giornali hanno messo in rilievo che Grillo, accodandosi alle posizioni della Lega sulla legge Bossi-Fini, ha bistrattato suoi senatori, Maurizio Buccarella, e Andrea Cioffi , autori dell’emendamento.
Il primo è un avvocato di Lecce, di 49 anni, nel M5S dal 2007, che ha difeso alcuni immigrati in provenienza dalla Turchia e dall’Afganistan, ed è convinto che la norma sulla clandestinità sia inutile e dannosa.
Quindi ambedue avevano proposto la modifica alla Bossi Fini e votato insieme a Sel , al PD e Scelta Civica, un emendamento per abrogare il reato di clandestinità.
Grillo sul blog li ha scomunicati , dicendo che questo non era affatto nel suo programma ( Avrebbero preso 0 voti se lo avessero inserito)…
“Il più incavolato dei due era Casaleggio:” Non ci possiamo permettere di perdere i voti dei delusi del Centro destra, in questo momento delicato della loro crisi”.
O si fa come dicono loro oppure se ne vanno.
E’ una minaccia o una promessa? Nessuno si metterà a piangere… meglio che vadano a farsi una bella nuotata: come dice la canzone:”Tutti al mare!.... ecc.
Per fortuna i senatori si sono appellati alla base in rete, e hanno detto no al diktat dei due Capi.
Dobbiamo però ricordare che l’articolo 67 della Costituzione dice che i parlamentari rappresentano la Nazione ed esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato” , e quindi non possono dipendere né dalla rete né da un comico, sempre più matto, e dal suo guru.
Pertanto se vogliono pensare con la propria testa possono farlo, e possono anche dire a Grillo di mettere nel programma l’abolizione del reato di clandestinità, visto che già era presente nel progetto dei penta stellati sullo svuotamento delle carceri.
In ogni caso sembra opportuno cancellare del tutto la legge Bossi-Fini come indegna di un paese civile (le firme le sta raccogliendo Repubblica) per sostituirla con una altra sull’emigrazione, più consona alla nuova situazione, rispetto al 2009, quando fu promulgata, visto che i nuovi afflussi sono di natura politica ( una fuga dalle dittature e dalle guerre, oltreché di natura economica).E secondo l’art.10 della Costituzione, “lo straniero privo di diritti alla libertà nel suo paese ha diritto d’asilo sul territorio della Repubblica.”
Un’altra legge da cancellare e sostituire con un’altra è quella Fini-Giovannardi sulle droghe: i tossico-dipendenti dovrebbero andare in comunità di recupero e non in galera, a occupare posti e rendere impossibile la vita nelle carceri.
Ma anche la legge per la detenzione di chi è in attesa di giudizio sarebbe da rivedere: i dati sono impressionanti. I detenuti i in attesa in carcere sono 12.333, su una popolazione totale di 64.758. L’eccedenza è dunque di 17.543.
Ed è maggiore, soprattutto al Sud, in Campania e in Sicilia. Il procuratore anti mafia di Reggio Calabria, Gratteri , intervistato sul Fatto, ha messo in evidenza che ci sono carceri come quelle di Pianosa e dell’Asinara , destinate ai detenuti puniti con il 41 bis, che sono state chiuse. Vanno riaperte. Ci sono carceri di nuova costruzione, vuote per assenza di personale giudiziario, come quello di Cagliari, e di Nuoro.
Se poi i processi fossero informatizzati, si potrebbero trovare molte risorse per pagare il personale per gli istituti penitenziari.. Ci sono centinaia di computer inutilizzati: invece di mettere le ordinanze su cartaceo, e mandare in giro gli agenti di polizia giudiziaria, si potrebbero mettere i dati su cd, ( date di udienza, sentenze ecc.) e farle leggere ai detenuti, senza sprecare denaro per canta, cartucce e toner.
Non si dovrebbe uscire dal carcere perché si sta stretti, ma solo se si è scontata la pena, e si è iniziato un percorso di recupero . Con l’indulto mastelliano del 2006 sono usciti 20.000 detenuti, e poi le carceri si sono di nuovo riempite.
In galera ci sono per ora solo poveri cristi: i corrotti, i corruttori ,gli evasori sono tutti a spasso e 70 di loro perfino in Parlamento, indagati e rifugiati li , per evitare di andare ijn prigione.
Pertanto- come dice Epifani- l’amnistia e l’indulto sono gli ultimi gradi , rispetto a un corretto percorso legislativo di eliminazione di leggi scorrette, ( Bossi-Fini, Fini Giovannardi, e la Cirielli,) volto a diminuire l’affollamento delle carceri, per fare spazio e farci andare chi non c’è mai andato.
La terza domanda riguarda l’Imu che dovrebbero pagare gli istituti chiesastici volti a realizzare profitti di natura commerciale: c’è una legge che il governo Monti ha promulgato nel 2012, ma guarda caso si è dimenticato di annettere i regolamenti attuativi…
E’ la CEI e il cardinale Bagnasco che dovrebbero finalmente decidere di farlo: a quando una bella letterina di sollecito da parte di Papa Francesco, che vuole una Chiesa povera, preoccupato della condizione degli italiani in tempi di crisi?
La quarta domanda è per i cosiddetti saggi nominati dalla Presidenza della Repubblica: Perché manomettere l’articolo 138 della Costituzione, quando per diminuire il numero dei deputati ed evitare il bicameralismo perfetto tra Camera e Senato, e fare di quest’ultimo una camera delle autonomie, basterebbe un percorso legislativo ordinario?
lunedì 30 settembre 2013
Un nonno da ricordare
E’ Ulderico Mazzolani: mazziniano, repubblicano, massone , antifascista dal 1922.
L’indagine su di lui è condotta dalla nipote, Marina Storoni Piazza in una biografia “Dalle carte del nonno”, Ed. Le Monnier, a metà fra una cronaca familiare e una rigorosa analisi del contesto storico generale del paese, basata fondamentalmente sulle carte del nonno trovate in casa , e su documenti esterni (atti parlamentari, articoli su giornali e riviste dell’epoca, lettere, testimonianze giudiziarie, e memoriali diretti al procuratore del re e documenti d’archivio).
Un libro molto utile per ricordare a tutti che cosa è stata la vita degli oppositori sotto il fascismo.
Mazzolani era massone e convinto mazziniano: contro la Monarchia, anticlericale convinto, e più tardi anche ostile alla Triplice Alleanza con l’Austria e la Prussia, decisa nel 1882, dal governo Depretis..
Ricordiamo il ruolo della Massoneria nel Risorgimento: il Grande Oriente italiano, nato nel 1806, ad imitazione della grande Loge de France, aveva dato lustro alle grande idee patriottiche, e contava fra i suoi membri Garibaldi, Cavour e forse lo stesso Mazzini: i principali attori della battaglia per l’Unità, la libertà e per l’indipendenza. La Repubblica: un sogno impossibile nel 1861, al momento dell’Unità d’Italia, per il quale gli italiani dovettero aspettare 90 anni, fino al referendum, del 2 giugno 1946.
Quando, dopo la breccia di Porta Pia, nel 1867, era divenuta capitale d’Italia nel 1871, Roma era una città piena di problemi: era inondata regolarmente dal Tevere, aveva bisogno innanzitutto di solidi muraglioni che proteggessero soprattutto il centro storico, di una rete idrica e fognaria, perché le acque stagnavano lasciando terribili miasmi. Aveva bisogno di nuovi edifici pubblici
( come Il Palazzo di Giustizia, la stazione ferroviaria) di nuovi quartieri per gli impiegati dello Stato, di scuole pubbliche, (senza insegnamento religioso).
In questo quadro il giovane avvocato penalista Mazzolani viene eletto nelle elezioni amministrative del 1907 nella giunta di Ernesto Nathan, ebreo, massone, e Gran Maestro del Grande Oriente, era uno dei 12 assessori, nominato al Patrimonio.
La Giunta durò fino al 1912, sotto il Governo di Giolitti, che l’aveva appoggiata. Ma Mazzolani non era d’accordo né con alcune decisioni prese dalla Giunta né con l’impresa coloniale in Libia, decisa dal governo. C’era troppo ancora da fare in Italia, specie al sud, per andare a danneggiare i popoli, oltre confine. Era ancora risorgimentale: quindi aderiva alle battaglie irredentistiche del Nord per i territori rimasti sotto l’Austria, specie dopo l’uccisione di Oberdan, e sotto la nuova Jugoslavia.
Essendo ostile all’alleanza della Triplice, con Austria e Prussia, stipulata nel 1882 dal governo Depretis, favorita dal re, ammiratore della monarchia prussiana, allo scoppio della guerra nel 1914, quando il governo guidato da Salandra era uscito dalla Triplice per la violazione dell’art.7 dell’Alleanza, e si era proclamato neutralista, nacque un movimento risolutamente interventista, soprattutto fra i massoni.. E Mazzolani si era schierato dalla parte dell’Intesa, della Francia repubblicana, ed era partito volontario.
Molto feroci le descrizioni che Mazzolani fa degli ufficiali, arroganti e incompetenti, che imperversavano sui soldati, e anche dei Generali, come Cadorna.
Questo racconto doveva più tardi alimentare in lui , che nel 1919 era stato eletto deputato tra le fila dei Repubblicani nella circoscrizione di Ravenna, il desiderio di una Commissione Parlamentare di inchiesta contro coloro che avevano fatto sulla guerra illeciti profitti, arricchendosi con i contratti conclusi con lo Stato per la vendita di ogni tipo di materiale necessario ( armi, vestiti, divise, vettovaglie,) contratti che erano stati prorogati di 15 anni, fino al 1943.
Una battaglia contro i pescicani divenuti ricchissimi, mentre la gente era morta in trincea.
***
Mazzolani era all’inizio vicino al Mussolini movimentista, al suo primo programma di governo, molto vicino ai socialisti, e alle masse lavoratrici, che un repubblicano mazziniano si sentiva di condividere. Aveva aderito ai fasci di combattimento, e , dopo i risultati deludenti della pace di Versailles, ( 1919) , in cui, per volontà di Woodrow Wilson le aspirazioni italiane su Trieste e sull’Istria erano state completamente tradite, si era schierato anche a favore dell’impresa su Fiume, condotta da Gabriele D’Annunzio. (1920).
Aveva però cominciato a prendere le distanze dai fascisti fin dal 1921, soprattutto per le azioni squadristiche contro le Camere del lavoro, che continuarono più frequenti dopo l’ottobre del 1922, con la Marcia su Roma, e, avendo Mussolini radicalmente cambiato il suo programma di lotta, schierandosi dalla parte degli industriali, si era rivoltato contro.
***
L’azione promossa da Mazzolani durò 2 anni: dal 1920 al 1922.. Fu un lavoro egregio, magnificato sul Giornale d’Italia dal suo direttore Alberto Bergamini che pubblicò in prima pagine il ritratto di Mazzolani, ma nonostante il sostegno dei media il risultato dell’inchiesta venne reso innocuo, perché Mussolini, arrivato al potere nel ’22, voleva proteggere alcuni pescicani, suoi sostenitori politici, e aveva chiesto che i risultati fossero presentati al governo e non al Parlamento, come voleva legittimamente Mazzolani.
La legge contro la Massoneria mirava a colpire i repubblicani anticlericali e in particolare il Gran Maestro del GOI , Torrigiani, il quale sciolse le logge e i 20000 iscritti divennero dall’oggi al domani perfettamente clandestini..
Molto importanti erano dal ’22 i contatti tra il GOI e la Grande Loge de France, che sosteneva tutti i fuorusciti , protetti anche dalla LIDU (La lega italiana per i diritti dell’uomo) .
Era nata li la Concentrazione antifascista, ( con Gobetti, i fratelli Rosselli, Turati, Nitti , Pertini e poi nel 1929 la Concentrazione sarebbe sfociata nel movimento Giustizia e Libertà.
Grazie all’Ovra, creata anche nel 1925, con a capo Arturo Bocchini, le spie furono sguinzagliate anche in Francia, e nel 1937 vennero uccisi i fratelli Rosselli, mentre Gobetti era morto prematuramente, dopo le botte riportate a Torino.
Eugenio Chiesa, grande amico di Mazzolani, divenuto capo del GOI , cominciò a stabilire contatti con la Massoneria europea, in Germania e anche in Svizzera, oltreché con la Grande Loge de France, dove erano ben noti i garibaldini italiani nelle Argonne.. Morì nel 1930, e venne sepolto al Père Lachaise.
Il suo capo responsabile era il capo dell’ufficio stampa di Mussolini Cesare Rossi. Ne facevano parte Filippo Filippelli, il quadrunviro De Bono, Roberto Forges Davanzati. La manovalanza agguerrita era rappresentata da Amerigo Dumini e da Albino Volpi.
Mussolini li dirigeva in prima persona e li stimolava ad agire con determinatezza: circolava molto denaro, stipendi fissi, ma anche auto di lusso, appartamenti, e lunghi soggiorni in alberghi di prestigio. Le aggressioni si moltiplicavano: venne massacrato Don Minzoni ( 24- agosto 1923) , Giovanni Amendola fu aggredito in pieno centro della città, Alberto Bergamini, direttore del Giornale d’Italia, ridotto molto male da Amerigo Dumini per alcuni articoli di dissenso (2 febbraio 1924).
Il 18 giugno aveva scritto al direttore del Mondo, Alberto Cianca, una lettera raccontando quello che gli era capitato, e subito dopo un memoriale di denuncia al Procuratore del Re, avv. Properzi, in cui era entrato nei dettagli. Aveva riconosciuto da una foto pubblicata sulla “ Tribuna” i suoi sequestratori, ( che erano poi gli stessi accusati del delitto Matteotti) : Amerigo Dumini e Filippo Filippelli.
Da una carta presente nell’archivio di Stato che Marina Storoni ha consultato risulta che per il sequestro e l’olio di ricino a Mazzolani Dumini aveva ricevuto un compenso di 500 lire.
Successivamente sull’Italia del Popolo del 2 agosto Mazzolani aveva scritto un articolo.
“La benda è caduta”:“ La Cekà è un’associazione a delinquere: ci sono uomini scelti e denaro e coperture per farla funzionare e per proteggerla. Una luce sinistra sulla verità.”
Mazzolani aveva dato molto fastidio con la Commissione parlamentare d’inchiesta sui pescecani profittatori della guerra. Per questo era stato oleato.
Il 3 gennaio 1925 Mussolini fece a Montecitorio un famoso discorso:
“Non ho nessuna responsabilità penale nel delitto Matteotti, ma me ne assumo tutta la responsabilità politica, morale e storica. L’azione della Cekà era indispensabile per governare il paese, la violenza non può essere espulsa dalla storia. C’è la violenza inintelligente, rozza e stupida, e quella chirurgica, intelligente e cavalleresca. Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere io ne sono il capo”
Nello stesso anno 1925 doveva uscire un’edizione del “Principe” di Machiavelli , e nella sua introduzione al testo ribadiva gli stessi concetti. Quella era” la verità effettuale” per il suo potere.
Il primo processo Matteotti, concluso a Chieti nel 1926 , era stato una vera farsa. Le pene erano lievissime, e furono annullate da un’amnistia. Dumini, Cesare Rossi, e Bazzi erano fuggiti all’estero, in Francia, perché Mussolini temeva di essere da loro ricattato. Li voleva fuori dai piedi.
Solo a Bazzi, che faceva un doppio gioco, spiando i fuorusciti e ricattando il Duce , fu permesso di rientrare in Italia nel 1937, ma poco dopo doveva morire sotto i ferri di una banale operazione chirurgica, cosa che insospettì molto sua moglie: immaginava un’azione dolosa,
E il suo sospetto doveva essere confermato da una frase di Mussolini, pronunciata nel giugno del 1938, riportata nel Diario di Galeazzo Ciano ( 1937-43):
“I miei nemici sono finiti sempre in galera e qualche volta sono finiti sotto i ferri chirurgici”
Nel 1945 ci fu un processo Matteotti bis, e gli accusati, rientrati in Italia, come Cesare Rossi e Amerigo Dumini, dissero che loro erano stati solo gli esecutori di ordini del Duce, e furono amnistiati da Togliatti, che voleva pacificare il paese!...
***
Mazzolani non si presentò più alle elezioni fin dal 1924, e dichiarò che si sarebbe distaccato completamente dalla vita politica ufficiale. Scrisse una lettera agli elettori nel gennaio 1924.
Era rimasto sconvolto dalle violenze squadristi che a Ravenna, la città dove era stato eletto 3 volte deputato, nella famosa settimana rossa, contro gli anarchici e i socialisti che protestavano per la crisi economico-sociale generata dalle spese sostenute per la guerra.
Nella lettera aveva detto che si sarebbe dedicato soprattutto alla sua professione di avvocato penalista. La sua posizione di futuro assenteismo politico venne duramente criticata sul Popolo d’Italia. Tuttavia negli anni seguenti , gli veniva dato il passaporto ogni volta che lo chiedeva, per andare a vedere all’estero le partite di calcio. Si ricordavano delle sue simpatie per il fascismo movimentista. e delle sue posizioni per le terre irredente. I suoi viaggi sportivi erano naturalmente dei pretesti, per poter restare in contatto con i fuorusciti anti-fascisti..
Nel 1934 ebbe il coraggio di difendere al Tribunale Speciale Leone Ginzburg, membro di Giustizia e libertà, accusato da Barbara Allason di attività contro il regime.
Non erano molti gli avvocati penalisti che difendevano gli imputati al T.S. Si poteva rischiare di avere la sede dello studio legale messa a ferro e a fuoco, e anche di prendersi delle botte in strada.
Mazzolani chiese una perizia neuro-psichiatrica perché aveva saputo della fragilità psichica della signora Allason, dopo l’arresto. Ma lei confermò le sue accuse e Ginzburg, che venne per questo condannato a 4 anni di detenzione, e poi amnistiato nel 1936, grazie all’Impero Etiopico.
Aveva già perduto il posto di insegnamento all’Università perché non aveva la tessera fascista, e lavorava come traduttore e redattore- consulente alla casa Editrice Einaudi.
Mazzolani, dopo aver lasciato il partito repubblicano, perché non aveva voluto entrare nella Concentrazione antifascista in Francia, avrebbe più tardi aderito al Partito d’Azione., nato nel giugno 1942 in casa di Federico Comandini, un suo amico..
Badoglio aveva vietato la fondazione dei partiti politici, e per questa ragione l’organizzazione del PDA divenne clandestina.
Già nel gennaio 1943 sull’Italia Libera, diretta da Leone Ginzburg, erano apparsi i punti del programma del nuovo partito:
La Costituzione di una Repubblica parlamentare
Il decentramento amministrativo dello Stato su scala regionale
La nazionalizzazione delle grandi industrie
La laicità dello Stato
La Federazione europea dei liberi stati.
Mazzolani aveva fatto parte del Governo Parri, succeduto al governo Bonomi, il 21 giugno 1945 e aveva lavorato al progetto politico per il nuovo stato democratico, prestando servizio al Ministero della Costituente, affidato a Pietro Nenni, con 3 compiti:
a) Elaborare una nuova legge elettorale
b) Convocare un’assemblea Costituente , dopo le elezioni
c) Una raccolta di documenti italiani e stranieri , per offrire ai futuri Costituenti una piattaforma informativa per la nuova Costituzione
C erano 3 commissioni: una per gli affari economici, una per i problemi del lavoro e la terza per la riorganizzazione dello Stato, e Mazzolani faceva parte della terza.
Purtroppo al Congresso nel febbraio del 1946 il PDA si era diviso in 2 fazioni: quella socialista ( Lussu, Lombardi De Martino) e quella moderato-repubblicana,( La Malfa e Parri.)
Ma gli Italiani al Referendum del 2 giugno per scegliere tra Monarchia e Repubblica , avevano dato 2 milioni di voti in più alla Repubblica, e i Savoia andarono finalmente in esilio.
Nel gennaio del 1948 venne varata la Costituzione, per sostituire lo Statuto Albertino: è oggi considerata la migliore d’Europa. (Ma dobbiamo ancora lottare. Vogliono infatti cambiarla, mentre costituisce una vera agenda politica, ancora irrealizzata, e messa in discussione dalla crisi economica. Innanzitutto per il lavoro, che non c’è).
Invece alle elezioni politiche del 18 aprile ’48 il PDA, che aveva fatto parte del CLN, ottenne solo 334.000 voti e quindi solo 7 deputati, mentre i Repubblicani che non ne avevano fatto parte, molti di più, e andarono al governo. Non vennero eletti Mazzolani, Cianca, Vittorio Foa, Ernesto Rossi e Calogero, con grande amarezza del nostro nonno !
Grazie a Mazzolani, per il suo contributo di uomo libero. E grazie a Marina Storoni per aver studiato le Carte del nonno, e per averci concretamente ricordato che cosa è stato il fascismo nel nostro paese.
Abbiamo dimenticato di evocare convenientemente il 70tesimo anniversario del golpe di Pinochet in Cile, e i suoi orrori. In Italia ci sono manifestazioni rituali, con tanto di svastiche e saluti romani da parte di associazioni combattive: Forze non tanto nuove!...
Oggi a causa della crisi economica, in Grecia i fascisti di Alba Dorada hanno preso il 10 % di voti in parlamento, hanno ucciso in strada un famoso rapper anarchico, e solo oggi il capo del partito è stato arrestato. Nel 1967 in Grecia vinsero i colonnelli fascisti con un colpo di stato, durarono fino al 1974 e condizionarono pesantemente il centro-sinistra di Moro. Nenni era praticamente ostaggio della paura che la DC potesse allearsi con la destra in Italia.
Il fascismo: un rischio permanente quando la democrazia è minacciata da comportamenti insensati e dalla disperazione economica per la mancanza di futuro..
L’indagine su di lui è condotta dalla nipote, Marina Storoni Piazza in una biografia “Dalle carte del nonno”, Ed. Le Monnier, a metà fra una cronaca familiare e una rigorosa analisi del contesto storico generale del paese, basata fondamentalmente sulle carte del nonno trovate in casa , e su documenti esterni (atti parlamentari, articoli su giornali e riviste dell’epoca, lettere, testimonianze giudiziarie, e memoriali diretti al procuratore del re e documenti d’archivio).
Un libro molto utile per ricordare a tutti che cosa è stata la vita degli oppositori sotto il fascismo.
Mazzolani era massone e convinto mazziniano: contro la Monarchia, anticlericale convinto, e più tardi anche ostile alla Triplice Alleanza con l’Austria e la Prussia, decisa nel 1882, dal governo Depretis..
Ricordiamo il ruolo della Massoneria nel Risorgimento: il Grande Oriente italiano, nato nel 1806, ad imitazione della grande Loge de France, aveva dato lustro alle grande idee patriottiche, e contava fra i suoi membri Garibaldi, Cavour e forse lo stesso Mazzini: i principali attori della battaglia per l’Unità, la libertà e per l’indipendenza. La Repubblica: un sogno impossibile nel 1861, al momento dell’Unità d’Italia, per il quale gli italiani dovettero aspettare 90 anni, fino al referendum, del 2 giugno 1946.
Quando, dopo la breccia di Porta Pia, nel 1867, era divenuta capitale d’Italia nel 1871, Roma era una città piena di problemi: era inondata regolarmente dal Tevere, aveva bisogno innanzitutto di solidi muraglioni che proteggessero soprattutto il centro storico, di una rete idrica e fognaria, perché le acque stagnavano lasciando terribili miasmi. Aveva bisogno di nuovi edifici pubblici
( come Il Palazzo di Giustizia, la stazione ferroviaria) di nuovi quartieri per gli impiegati dello Stato, di scuole pubbliche, (senza insegnamento religioso).
In questo quadro il giovane avvocato penalista Mazzolani viene eletto nelle elezioni amministrative del 1907 nella giunta di Ernesto Nathan, ebreo, massone, e Gran Maestro del Grande Oriente, era uno dei 12 assessori, nominato al Patrimonio.
La Giunta durò fino al 1912, sotto il Governo di Giolitti, che l’aveva appoggiata. Ma Mazzolani non era d’accordo né con alcune decisioni prese dalla Giunta né con l’impresa coloniale in Libia, decisa dal governo. C’era troppo ancora da fare in Italia, specie al sud, per andare a danneggiare i popoli, oltre confine. Era ancora risorgimentale: quindi aderiva alle battaglie irredentistiche del Nord per i territori rimasti sotto l’Austria, specie dopo l’uccisione di Oberdan, e sotto la nuova Jugoslavia.
Essendo ostile all’alleanza della Triplice, con Austria e Prussia, stipulata nel 1882 dal governo Depretis, favorita dal re, ammiratore della monarchia prussiana, allo scoppio della guerra nel 1914, quando il governo guidato da Salandra era uscito dalla Triplice per la violazione dell’art.7 dell’Alleanza, e si era proclamato neutralista, nacque un movimento risolutamente interventista, soprattutto fra i massoni.. E Mazzolani si era schierato dalla parte dell’Intesa, della Francia repubblicana, ed era partito volontario.
La prima guerra mondiale.
Le pagine più commoventi del libro sono quelle del suo Diario di guerra, con le descrizioni della vita e della morte in trincea, sul fronte dell’Isonzo, con i cadaveri che si accumulavano, gli amici che scomparivano, e soprattutto l’ostilità dei poveri contadini, inviati in guerra contro la loro volontà, che se la prendevano con i volontari, da loro ritenuti responsabili della propria rovina.
Molto feroci le descrizioni che Mazzolani fa degli ufficiali, arroganti e incompetenti, che imperversavano sui soldati, e anche dei Generali, come Cadorna.
Questo racconto doveva più tardi alimentare in lui , che nel 1919 era stato eletto deputato tra le fila dei Repubblicani nella circoscrizione di Ravenna, il desiderio di una Commissione Parlamentare di inchiesta contro coloro che avevano fatto sulla guerra illeciti profitti, arricchendosi con i contratti conclusi con lo Stato per la vendita di ogni tipo di materiale necessario ( armi, vestiti, divise, vettovaglie,) contratti che erano stati prorogati di 15 anni, fino al 1943.
Una battaglia contro i pescicani divenuti ricchissimi, mentre la gente era morta in trincea.
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Mazzolani era all’inizio vicino al Mussolini movimentista, al suo primo programma di governo, molto vicino ai socialisti, e alle masse lavoratrici, che un repubblicano mazziniano si sentiva di condividere. Aveva aderito ai fasci di combattimento, e , dopo i risultati deludenti della pace di Versailles, ( 1919) , in cui, per volontà di Woodrow Wilson le aspirazioni italiane su Trieste e sull’Istria erano state completamente tradite, si era schierato anche a favore dell’impresa su Fiume, condotta da Gabriele D’Annunzio. (1920).
Aveva però cominciato a prendere le distanze dai fascisti fin dal 1921, soprattutto per le azioni squadristiche contro le Camere del lavoro, che continuarono più frequenti dopo l’ottobre del 1922, con la Marcia su Roma, e, avendo Mussolini radicalmente cambiato il suo programma di lotta, schierandosi dalla parte degli industriali, si era rivoltato contro.
***
La Commissione parlamentare d’inchiesta.
L’iniziativa mirava a indagare e a colpire due grandi imprese produttrici di armi (L’Ilva di Taranto) e la Ansaldo di Genova, e soprattutto due banche sostenitrici: la banca Commerciale per l’Ilva e la Banca italiana di sconto, guidata dai fratelli Perrone, per l’Ansaldo.
L’azione promossa da Mazzolani durò 2 anni: dal 1920 al 1922.. Fu un lavoro egregio, magnificato sul Giornale d’Italia dal suo direttore Alberto Bergamini che pubblicò in prima pagine il ritratto di Mazzolani, ma nonostante il sostegno dei media il risultato dell’inchiesta venne reso innocuo, perché Mussolini, arrivato al potere nel ’22, voleva proteggere alcuni pescicani, suoi sostenitori politici, e aveva chiesto che i risultati fossero presentati al governo e non al Parlamento, come voleva legittimamente Mazzolani.
Legge contro la Massoneria (1925)
La legge contro la Massoneria mirava a colpire i repubblicani anticlericali e in particolare il Gran Maestro del GOI , Torrigiani, il quale sciolse le logge e i 20000 iscritti divennero dall’oggi al domani perfettamente clandestini..
Molto importanti erano dal ’22 i contatti tra il GOI e la Grande Loge de France, che sosteneva tutti i fuorusciti , protetti anche dalla LIDU (La lega italiana per i diritti dell’uomo) .
Era nata li la Concentrazione antifascista, ( con Gobetti, i fratelli Rosselli, Turati, Nitti , Pertini e poi nel 1929 la Concentrazione sarebbe sfociata nel movimento Giustizia e Libertà.
Grazie all’Ovra, creata anche nel 1925, con a capo Arturo Bocchini, le spie furono sguinzagliate anche in Francia, e nel 1937 vennero uccisi i fratelli Rosselli, mentre Gobetti era morto prematuramente, dopo le botte riportate a Torino.
Eugenio Chiesa, grande amico di Mazzolani, divenuto capo del GOI , cominciò a stabilire contatti con la Massoneria europea, in Germania e anche in Svizzera, oltreché con la Grande Loge de France, dove erano ben noti i garibaldini italiani nelle Argonne.. Morì nel 1930, e venne sepolto al Père Lachaise.
Nascita della Ceka (1923)
Nato come un organismo segreto, volto a spiare e punire violentemente i critici del fascismo, la Cekà era sorta in un appartamento di Mussolini in via Rasella, ed era attiva dal 1923,
Il suo capo responsabile era il capo dell’ufficio stampa di Mussolini Cesare Rossi. Ne facevano parte Filippo Filippelli, il quadrunviro De Bono, Roberto Forges Davanzati. La manovalanza agguerrita era rappresentata da Amerigo Dumini e da Albino Volpi.
Mussolini li dirigeva in prima persona e li stimolava ad agire con determinatezza: circolava molto denaro, stipendi fissi, ma anche auto di lusso, appartamenti, e lunghi soggiorni in alberghi di prestigio. Le aggressioni si moltiplicavano: venne massacrato Don Minzoni ( 24- agosto 1923) , Giovanni Amendola fu aggredito in pieno centro della città, Alberto Bergamini, direttore del Giornale d’Italia, ridotto molto male da Amerigo Dumini per alcuni articoli di dissenso (2 febbraio 1924).
Il sequestro Mazzolani e l’olio di ricino.
Nell’aprile del 1924 Mazzolani che rientrava una sera a casa, venne fermato da 2 personaggi : gli dissero che lo attendeva un suo amico, l’avv. D’Angelantonio,. Non aveva sospettato la trappola, e li aveva seguiti in macchina. Dopo alcuni giri, avevano tirato fuori un bicchiere con l’olio di ricino e , con una pistola pun tata alla tempia, gli avevano intimato di berlo. Era rientrato a casa a piedi, molto tardi, dove lo aspettava sua moglie inquieta, perché prima erano passati, chiedendo di lui. Mazzolani non aveva denunciato il fatto: ma si decise a farlo subito dopo il rapimento e l’omicidio di Giacomo Matteotti ( 10 giugno 1924) .
Il 18 giugno aveva scritto al direttore del Mondo, Alberto Cianca, una lettera raccontando quello che gli era capitato, e subito dopo un memoriale di denuncia al Procuratore del Re, avv. Properzi, in cui era entrato nei dettagli. Aveva riconosciuto da una foto pubblicata sulla “ Tribuna” i suoi sequestratori, ( che erano poi gli stessi accusati del delitto Matteotti) : Amerigo Dumini e Filippo Filippelli.
Da una carta presente nell’archivio di Stato che Marina Storoni ha consultato risulta che per il sequestro e l’olio di ricino a Mazzolani Dumini aveva ricevuto un compenso di 500 lire.
Successivamente sull’Italia del Popolo del 2 agosto Mazzolani aveva scritto un articolo.
“La benda è caduta”:“ La Cekà è un’associazione a delinquere: ci sono uomini scelti e denaro e coperture per farla funzionare e per proteggerla. Una luce sinistra sulla verità.”
Mazzolani aveva dato molto fastidio con la Commissione parlamentare d’inchiesta sui pescecani profittatori della guerra. Per questo era stato oleato.
Il 3 gennaio 1925 Mussolini fece a Montecitorio un famoso discorso:
“Non ho nessuna responsabilità penale nel delitto Matteotti, ma me ne assumo tutta la responsabilità politica, morale e storica. L’azione della Cekà era indispensabile per governare il paese, la violenza non può essere espulsa dalla storia. C’è la violenza inintelligente, rozza e stupida, e quella chirurgica, intelligente e cavalleresca. Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere io ne sono il capo”
Nello stesso anno 1925 doveva uscire un’edizione del “Principe” di Machiavelli , e nella sua introduzione al testo ribadiva gli stessi concetti. Quella era” la verità effettuale” per il suo potere.
Il primo processo Matteotti, concluso a Chieti nel 1926 , era stato una vera farsa. Le pene erano lievissime, e furono annullate da un’amnistia. Dumini, Cesare Rossi, e Bazzi erano fuggiti all’estero, in Francia, perché Mussolini temeva di essere da loro ricattato. Li voleva fuori dai piedi.
Solo a Bazzi, che faceva un doppio gioco, spiando i fuorusciti e ricattando il Duce , fu permesso di rientrare in Italia nel 1937, ma poco dopo doveva morire sotto i ferri di una banale operazione chirurgica, cosa che insospettì molto sua moglie: immaginava un’azione dolosa,
E il suo sospetto doveva essere confermato da una frase di Mussolini, pronunciata nel giugno del 1938, riportata nel Diario di Galeazzo Ciano ( 1937-43):
“I miei nemici sono finiti sempre in galera e qualche volta sono finiti sotto i ferri chirurgici”
Nel 1945 ci fu un processo Matteotti bis, e gli accusati, rientrati in Italia, come Cesare Rossi e Amerigo Dumini, dissero che loro erano stati solo gli esecutori di ordini del Duce, e furono amnistiati da Togliatti, che voleva pacificare il paese!...
***
Mazzolani non si presentò più alle elezioni fin dal 1924, e dichiarò che si sarebbe distaccato completamente dalla vita politica ufficiale. Scrisse una lettera agli elettori nel gennaio 1924.
Era rimasto sconvolto dalle violenze squadristi che a Ravenna, la città dove era stato eletto 3 volte deputato, nella famosa settimana rossa, contro gli anarchici e i socialisti che protestavano per la crisi economico-sociale generata dalle spese sostenute per la guerra.
Nella lettera aveva detto che si sarebbe dedicato soprattutto alla sua professione di avvocato penalista. La sua posizione di futuro assenteismo politico venne duramente criticata sul Popolo d’Italia. Tuttavia negli anni seguenti , gli veniva dato il passaporto ogni volta che lo chiedeva, per andare a vedere all’estero le partite di calcio. Si ricordavano delle sue simpatie per il fascismo movimentista. e delle sue posizioni per le terre irredente. I suoi viaggi sportivi erano naturalmente dei pretesti, per poter restare in contatto con i fuorusciti anti-fascisti..
Nel 1934 ebbe il coraggio di difendere al Tribunale Speciale Leone Ginzburg, membro di Giustizia e libertà, accusato da Barbara Allason di attività contro il regime.
Non erano molti gli avvocati penalisti che difendevano gli imputati al T.S. Si poteva rischiare di avere la sede dello studio legale messa a ferro e a fuoco, e anche di prendersi delle botte in strada.
Mazzolani chiese una perizia neuro-psichiatrica perché aveva saputo della fragilità psichica della signora Allason, dopo l’arresto. Ma lei confermò le sue accuse e Ginzburg, che venne per questo condannato a 4 anni di detenzione, e poi amnistiato nel 1936, grazie all’Impero Etiopico.
Aveva già perduto il posto di insegnamento all’Università perché non aveva la tessera fascista, e lavorava come traduttore e redattore- consulente alla casa Editrice Einaudi.
Mazzolani, dopo aver lasciato il partito repubblicano, perché non aveva voluto entrare nella Concentrazione antifascista in Francia, avrebbe più tardi aderito al Partito d’Azione., nato nel giugno 1942 in casa di Federico Comandini, un suo amico..
Badoglio aveva vietato la fondazione dei partiti politici, e per questa ragione l’organizzazione del PDA divenne clandestina.
Già nel gennaio 1943 sull’Italia Libera, diretta da Leone Ginzburg, erano apparsi i punti del programma del nuovo partito:
La Costituzione di una Repubblica parlamentare
Il decentramento amministrativo dello Stato su scala regionale
La nazionalizzazione delle grandi industrie
La laicità dello Stato
La Federazione europea dei liberi stati.
Mazzolani aveva fatto parte del Governo Parri, succeduto al governo Bonomi, il 21 giugno 1945 e aveva lavorato al progetto politico per il nuovo stato democratico, prestando servizio al Ministero della Costituente, affidato a Pietro Nenni, con 3 compiti:
a) Elaborare una nuova legge elettorale
b) Convocare un’assemblea Costituente , dopo le elezioni
c) Una raccolta di documenti italiani e stranieri , per offrire ai futuri Costituenti una piattaforma informativa per la nuova Costituzione
C erano 3 commissioni: una per gli affari economici, una per i problemi del lavoro e la terza per la riorganizzazione dello Stato, e Mazzolani faceva parte della terza.
Purtroppo al Congresso nel febbraio del 1946 il PDA si era diviso in 2 fazioni: quella socialista ( Lussu, Lombardi De Martino) e quella moderato-repubblicana,( La Malfa e Parri.)
Ma gli Italiani al Referendum del 2 giugno per scegliere tra Monarchia e Repubblica , avevano dato 2 milioni di voti in più alla Repubblica, e i Savoia andarono finalmente in esilio.
Nel gennaio del 1948 venne varata la Costituzione, per sostituire lo Statuto Albertino: è oggi considerata la migliore d’Europa. (Ma dobbiamo ancora lottare. Vogliono infatti cambiarla, mentre costituisce una vera agenda politica, ancora irrealizzata, e messa in discussione dalla crisi economica. Innanzitutto per il lavoro, che non c’è).
Invece alle elezioni politiche del 18 aprile ’48 il PDA, che aveva fatto parte del CLN, ottenne solo 334.000 voti e quindi solo 7 deputati, mentre i Repubblicani che non ne avevano fatto parte, molti di più, e andarono al governo. Non vennero eletti Mazzolani, Cianca, Vittorio Foa, Ernesto Rossi e Calogero, con grande amarezza del nostro nonno !
Grazie a Mazzolani, per il suo contributo di uomo libero. E grazie a Marina Storoni per aver studiato le Carte del nonno, e per averci concretamente ricordato che cosa è stato il fascismo nel nostro paese.
Abbiamo dimenticato di evocare convenientemente il 70tesimo anniversario del golpe di Pinochet in Cile, e i suoi orrori. In Italia ci sono manifestazioni rituali, con tanto di svastiche e saluti romani da parte di associazioni combattive: Forze non tanto nuove!...
Oggi a causa della crisi economica, in Grecia i fascisti di Alba Dorada hanno preso il 10 % di voti in parlamento, hanno ucciso in strada un famoso rapper anarchico, e solo oggi il capo del partito è stato arrestato. Nel 1967 in Grecia vinsero i colonnelli fascisti con un colpo di stato, durarono fino al 1974 e condizionarono pesantemente il centro-sinistra di Moro. Nenni era praticamente ostaggio della paura che la DC potesse allearsi con la destra in Italia.
Il fascismo: un rischio permanente quando la democrazia è minacciata da comportamenti insensati e dalla disperazione economica per la mancanza di futuro..
domenica 15 settembre 2013
Lettera al papa
Massa marittima, 15 settembre
Caro Francesco,
per me che sono atea, prima di essere Papa tu sei innanzitutto una persona coerente con i principi da te enunciati, sei solidale evangelicamente con i deboli, e favorevole al dialogo con i diversi. Sei sostanzialmente una persona perbene: merce rara di questi tempi, fra i nostri politici.
Da una trasmissione televisiva avevo appreso una cosa interessante: una giornalista aveva intervistato un tuo cugino contadino, Bergoglio, in Piemonte, che eri andato a visitare in occasione del Conclave del 2005.
Non lo conoscevi ancora. Ha detto che lo avevi aiutato nei lavori agricoli, pur essendo tu già un cardinale importante, in lizza per il Pontificato.
Quella volta aveva vinto Ratzinger. Dopo le sue opportune dimissioni la vittoria è toccata a te.
Quando lo avevo raccontato a una signora cattolica che viene spesso a trovarmi, le avevo anche detto che ora, perché tu mi piacessi veramente, avrei voluto che avessi riformato lo Ior, la Banca vaticana , ripulendolo da cima a fondo, mandando via il Cardinale Bertone, alla sua guida, e sostituendolo con una personalità affidabile, che collaborasse con esponenti della Banca d’Italia, contro l’evasione e il riciclaggio dei capitali sporchi, transitati nei conti correnti, affinché il Torrione Niccolò V° non fosse più il più comodo Paradiso fiscale nel centro di Roma.
Lo hai fatto, e Bertone non è più nemmeno il Segretario di Stato. Al suo posto il cardinale Paolin.
Hai intenzione di riformare la Curia e le sue regole: forse un giorno anche i preti potranno sposarsi.
2) Avrei voluto che tu intervenissi con un gesto a favore di quegli immigrati morti in mare nel tentativo di sbarcare nel nostro paese.
Ci sono tanti militanti della Lega Nord, cattolici, che non li vogliono e che qualche hanno fa li hanno rispediti in Libia, da cui erano partiti, pur sapendo che nel paese, allora governato da Gheddafi, si violavano sistematicamente i diritti umani.
Sei andato a Lampedusa, e hai gettato in mare una corona di fiori in loro memoria. Quei cattolici hanno commentato il gesto dicendo : “Predicare è un conto, governare un altro: dove li mettiamo se i centri di accoglienza sono tutti già strapieni?”
Ho pensato che forse la corona di fiori gettata in mare non fosse sufficiente, e che se la Chiesa fosse veramente quella “madre d’amore”, come dici tu, allora dovrebbe accoglierli nelle sue strutture, in quei conventi usati come alberghi, a metà prezzo, perché non pagano le tasse, facendo una concorrenza sleale ai nostri albergatori che invece le pagano e come.
Tu lo hai detto: la Chiesa deve accogliere gli immigrati, ospitarli, nutrirli, e accompagnarli nella loro nuova vita. Solidale dunque con i poveri del mondo.
( Questo mentre i gestori degli antichi palazzi di Propaganda Fide a Roma affittano ai turisti lussuose suites , superbamente ammobiliate e decorate di splendidi quadri antichi, per 350 euro a week end.)
Ora quindi mi aspetto che seguano i fatti.
3) Tu sai, Francesco, che gli italiani danno alla Chiesa cattolica l’8 per mille per le spese di culto, e di questa somma, veramente importante, solo una parte viene spesa per pagare lo stipendio ai sacerdoti.
I radicali hanno promosso un referendum per poter dare l’8 per mille allo Stato, che ne ha bisogno in tempi di crisi economica e finanziaria, per i suoi disoccupati, e per i giovani che non hanno ancora lavoro.
Che ne dici allora di rivedere l’accordo dell’ultimo concordato Stato-Chiesa siglato da Bettino Craxi?
4) Che dire, caro Francesco? Questa Chiesa ha sempre puntato ad avere il massimo del potere e non sulla caritas e l’amore del prossimo. Tu vuoi riformarla , e spero che tu non abbia troppi nemici per impedirtelo.
Gesù di Nazareth era un ebreo che si era ribellato alle leggi del Sinedrio.
A me piace il fatto che abbia combattuto il cattivo narcisismo dicendo ai suoi seguaci: “Ama il prossimo tuo come tè stesso”.
Tu dici che era figlio di Dio, e che risorto, si è ricongiunto a lui: a me, che sono atea, invece piace quella scintilla di divino in lui, quella luce interiore, grazie alla quale ha combattuto la vecchia prassi ebraica: “ occhio per occhio, dente per dente”. Cristo, un uomo vero.
Quindi le differenze fra noi restano: per te la fede è al fondamento dell’umanità, per me invece è soprattutto il dubbio, che ci ha fatto progredire.
Se gli uomini sono gli eredi della scimmia, come dice Darwin, e non riescono spesso a superare la bestia che è in loro (come ti ha detto Scalfari nei suoi articoli), possono arrivare a fare molto male, anche secondo coscienza, (come fecero Hitler e Stalin, con i lager e i gulag).
Siamo pertanto condotti a dubitare fortemente dell’esistenza di un Dio d’ amore per l’umanità, che tutto può, meno che combattere il loro libero arbitrio nocivo.
Primo Levi, il nostro beneamato scrittore, era stato intervistato dallo scrittore Ferdinando Camon, cattolico, quando era apparso “Sommersi e salvati”: alla domanda se, essendosi salvato, credeva nell’esistenza di Dio, aveva risposto: “ No, c’è Auschwitz. Quindi Dio non esiste” .
Oggi in Siria, la bestia che è negli uomini è sempre pronta a combattere, e ad uccidere, in nome di Dio, donne, vecchi e bambini con le armi chimiche. Tu hai chiesto una soluzione politica per evitare la guerra: la pace è il bene supremo, anche per combattere la crisi economica che fa soffrire la fame a tanta gente, sull’altra riva del Mediterraneo.
Molti, anche non credenti hanno condiviso la tua posizione, e finalmente, ancora una volt hai fatto goal: la Siria potrà evitare l’opzione militare, restituendo le armi chimiche all’ONU, entro una settimana: russi e americani sono ora d’accordo.
Io sono atea, perché in tutto il mondo la bestia è sempre pronta a smentire l’esistenza di un Dio d’amore.
Credo solo negli uomini di buona volontà, nella loro luce interiore, quando sono disposti a dialogare con i diversi, come fai tu.
Che cosa accadrà dopo la morte? Io non credo all’immortalità dell’anima, non credo che rivedrò né in Paradiso né all’inferno le persone scomparse, a me care.
Ma credo che sia la memoria umana a premiare o condannare gli uomini e le donne per quanto hanno fatto di positivo o di negativo.
Per quanto riguarda alcune delle persone da me incontrate nella vita , cerco di ricordarle in un libro: Memorie di un’eretica. Ma ci saranno certamente altri che lo hanno fatto o che lo faranno.
Quando tu non ci sarai più, tanti evocheranno i tuoi sforzi e le tue azioni concrete per trasformare la Chiesa da una struttura di potere e una macchina per fare soldi, in una vera madre d’amore e di Caritas, come avrebbe dovuto essere e finora non è stata, se non in minima parte.
Caro Francesco,
per me che sono atea, prima di essere Papa tu sei innanzitutto una persona coerente con i principi da te enunciati, sei solidale evangelicamente con i deboli, e favorevole al dialogo con i diversi. Sei sostanzialmente una persona perbene: merce rara di questi tempi, fra i nostri politici.
Da una trasmissione televisiva avevo appreso una cosa interessante: una giornalista aveva intervistato un tuo cugino contadino, Bergoglio, in Piemonte, che eri andato a visitare in occasione del Conclave del 2005.
Non lo conoscevi ancora. Ha detto che lo avevi aiutato nei lavori agricoli, pur essendo tu già un cardinale importante, in lizza per il Pontificato.
Quella volta aveva vinto Ratzinger. Dopo le sue opportune dimissioni la vittoria è toccata a te.
Quando lo avevo raccontato a una signora cattolica che viene spesso a trovarmi, le avevo anche detto che ora, perché tu mi piacessi veramente, avrei voluto che avessi riformato lo Ior, la Banca vaticana , ripulendolo da cima a fondo, mandando via il Cardinale Bertone, alla sua guida, e sostituendolo con una personalità affidabile, che collaborasse con esponenti della Banca d’Italia, contro l’evasione e il riciclaggio dei capitali sporchi, transitati nei conti correnti, affinché il Torrione Niccolò V° non fosse più il più comodo Paradiso fiscale nel centro di Roma.
Lo hai fatto, e Bertone non è più nemmeno il Segretario di Stato. Al suo posto il cardinale Paolin.
Hai intenzione di riformare la Curia e le sue regole: forse un giorno anche i preti potranno sposarsi.
2) Avrei voluto che tu intervenissi con un gesto a favore di quegli immigrati morti in mare nel tentativo di sbarcare nel nostro paese.
Ci sono tanti militanti della Lega Nord, cattolici, che non li vogliono e che qualche hanno fa li hanno rispediti in Libia, da cui erano partiti, pur sapendo che nel paese, allora governato da Gheddafi, si violavano sistematicamente i diritti umani.
Sei andato a Lampedusa, e hai gettato in mare una corona di fiori in loro memoria. Quei cattolici hanno commentato il gesto dicendo : “Predicare è un conto, governare un altro: dove li mettiamo se i centri di accoglienza sono tutti già strapieni?”
Ho pensato che forse la corona di fiori gettata in mare non fosse sufficiente, e che se la Chiesa fosse veramente quella “madre d’amore”, come dici tu, allora dovrebbe accoglierli nelle sue strutture, in quei conventi usati come alberghi, a metà prezzo, perché non pagano le tasse, facendo una concorrenza sleale ai nostri albergatori che invece le pagano e come.
Tu lo hai detto: la Chiesa deve accogliere gli immigrati, ospitarli, nutrirli, e accompagnarli nella loro nuova vita. Solidale dunque con i poveri del mondo.
( Questo mentre i gestori degli antichi palazzi di Propaganda Fide a Roma affittano ai turisti lussuose suites , superbamente ammobiliate e decorate di splendidi quadri antichi, per 350 euro a week end.)
Ora quindi mi aspetto che seguano i fatti.
3) Tu sai, Francesco, che gli italiani danno alla Chiesa cattolica l’8 per mille per le spese di culto, e di questa somma, veramente importante, solo una parte viene spesa per pagare lo stipendio ai sacerdoti.
I radicali hanno promosso un referendum per poter dare l’8 per mille allo Stato, che ne ha bisogno in tempi di crisi economica e finanziaria, per i suoi disoccupati, e per i giovani che non hanno ancora lavoro.
Che ne dici allora di rivedere l’accordo dell’ultimo concordato Stato-Chiesa siglato da Bettino Craxi?
4) Che dire, caro Francesco? Questa Chiesa ha sempre puntato ad avere il massimo del potere e non sulla caritas e l’amore del prossimo. Tu vuoi riformarla , e spero che tu non abbia troppi nemici per impedirtelo.
Gesù di Nazareth era un ebreo che si era ribellato alle leggi del Sinedrio.
A me piace il fatto che abbia combattuto il cattivo narcisismo dicendo ai suoi seguaci: “Ama il prossimo tuo come tè stesso”.
Tu dici che era figlio di Dio, e che risorto, si è ricongiunto a lui: a me, che sono atea, invece piace quella scintilla di divino in lui, quella luce interiore, grazie alla quale ha combattuto la vecchia prassi ebraica: “ occhio per occhio, dente per dente”. Cristo, un uomo vero.
Quindi le differenze fra noi restano: per te la fede è al fondamento dell’umanità, per me invece è soprattutto il dubbio, che ci ha fatto progredire.
Se gli uomini sono gli eredi della scimmia, come dice Darwin, e non riescono spesso a superare la bestia che è in loro (come ti ha detto Scalfari nei suoi articoli), possono arrivare a fare molto male, anche secondo coscienza, (come fecero Hitler e Stalin, con i lager e i gulag).
Siamo pertanto condotti a dubitare fortemente dell’esistenza di un Dio d’ amore per l’umanità, che tutto può, meno che combattere il loro libero arbitrio nocivo.
Primo Levi, il nostro beneamato scrittore, era stato intervistato dallo scrittore Ferdinando Camon, cattolico, quando era apparso “Sommersi e salvati”: alla domanda se, essendosi salvato, credeva nell’esistenza di Dio, aveva risposto: “ No, c’è Auschwitz. Quindi Dio non esiste” .
Oggi in Siria, la bestia che è negli uomini è sempre pronta a combattere, e ad uccidere, in nome di Dio, donne, vecchi e bambini con le armi chimiche. Tu hai chiesto una soluzione politica per evitare la guerra: la pace è il bene supremo, anche per combattere la crisi economica che fa soffrire la fame a tanta gente, sull’altra riva del Mediterraneo.
Molti, anche non credenti hanno condiviso la tua posizione, e finalmente, ancora una volt hai fatto goal: la Siria potrà evitare l’opzione militare, restituendo le armi chimiche all’ONU, entro una settimana: russi e americani sono ora d’accordo.
Io sono atea, perché in tutto il mondo la bestia è sempre pronta a smentire l’esistenza di un Dio d’amore.
Credo solo negli uomini di buona volontà, nella loro luce interiore, quando sono disposti a dialogare con i diversi, come fai tu.
Che cosa accadrà dopo la morte? Io non credo all’immortalità dell’anima, non credo che rivedrò né in Paradiso né all’inferno le persone scomparse, a me care.
Ma credo che sia la memoria umana a premiare o condannare gli uomini e le donne per quanto hanno fatto di positivo o di negativo.
Per quanto riguarda alcune delle persone da me incontrate nella vita , cerco di ricordarle in un libro: Memorie di un’eretica. Ma ci saranno certamente altri che lo hanno fatto o che lo faranno.
Quando tu non ci sarai più, tanti evocheranno i tuoi sforzi e le tue azioni concrete per trasformare la Chiesa da una struttura di potere e una macchina per fare soldi, in una vera madre d’amore e di Caritas, come avrebbe dovuto essere e finora non è stata, se non in minima parte.
lunedì 9 settembre 2013
Sinistra Siria e il ruolo di Putin, nuovo Zar
Finalmente la Repubblica federale russa ha un porto nel Mediterraneo: questa è per Putin la cosa essenziale.
A lui non importa assolutamente nulla dei gas nervini, che, stoccati in tutto il paese, vengono usati tanto dai governativi di Assad quanto dai ribelli religiosi. Un crimine contro l’umanità? Lui conosce il problema, dai tempi delle rivolte cecene: c’è abituato . Quindi ora è rigorosamente per Damasco, perché ha potuto raggiungere un obiettivo che gli Zar avevano perseguito per tutto il XIX° secolo, senza riuscirci. Volevano navi da guerra sul Bosforo e sugli Stretti dei Dardanelli, ma la G.Bretagna si era sempre opposta.
Ci voleva un ex agente del KGB perché i Russi potessero da quel loro porto installare le loro navi da guerra, per controllare le rotte di trasporto petrolifero. Questa è la vera ragione per la quale in occasione del G20 a San Pietroburgo Putin ha ribadito che, in caso di opzione militare americana , lui aiuterà la sinistra Siria, dove viene ammazzata la popolazione civile, compresi i bambini. Non si fida di quello che dicono i servizi americani, dopo le balle raccontate da Colin Powell sulle armi di distruzione di massa in Iraq. Aspettiamo i risultati della missione Onu.
Ma in questa occasione abbiamo visto finalmente una novità: un congruo numero di paesi europei, guidati dalla Germania, in attesa dei risultati dell’inchiesta condotta dagli ispettori dell’Onu, si sono schierati per una soluzione politica, di condanna di Assad, e potrebbero stimolare Putin a cambiare idea, per gli interessi economici che ha finora saputo costruire con tutto il continente.
Per la prima volta il Ministro degli esteri , Lady Achton, sempre molto timida, prudente, e inefficiente, ha parlato con una voce sola, in nome di 13 paesi, confortata dal loro appoggio.
Che cosa è mancato, finora nel Mediterraneo?
Dopo le varie primavere arabe, in rivolta contro i dittatori locali, primavere che ora purtroppo surgelano nel più crudele degli inverni, grazie al ritorno di una radicale intolleranza religiosa, è mancata l’azione tempestiva di un’Europa Federale, sul piano politico, economico e culturale, per poter trasmettere ai paesi dell’altra riva i nostri valori.
Le nostre posizioni su due popoli due Stati per favorire la nascita di uno Stato palestinese, non hanno avuto risultati tangibili, e perfino Obama, contrario agli insediamenti ebraici sul territorio palestinese ha difficoltà.
II°
Gli americani sono intervenuti in Iraq prima, contro l’ex alleato Saddam Hussein, poi in Libia, contro Gheddafi, sostenendo anche l’azione dell’esercito e dei cittadini egiziani contro Mubarak. Anni di presenza bellica con migliaia di morti, per garantire l’ estrazione di petrolio nei migliori pozzi del Medio Oriente. Sono ora stufi di guerre. Se ne sono andati dall’Iraq, se ne andranno dall’Afganistan.
Ma ora la loro situazione energetica è cambiata: di petrolio ne hanno moltissimo e hanno anche promosso una grande campagna per le energie rinnovabili.
Quindi, senza apportare alcun beneficio finanziario a sé stessi , una loro opzione militare contro la Siria ci farebbe correre il rischio di una terza guerra mondiale, dal momento che Russia, Cina e Brik sono radicalmente contrari.
Le conseguenze più pesanti sarebbero quindi per noi europei, che già dobbiamo fronteggiare l’arrivo di 2 milioni di siriani in fuga dal loro paese, con conseguenze immaginabili se contro di noi venissero usati i gas e le armi chimiche, con i missili di cui dispongono, forniti dalla Russia. Assad lo ha già promesso ai Francesi, decisi a intervenire, nella sua intervista al Figaro. Ne pagherebbero le conseguenze in modo pesante.
Quindi gli americani stiano a casa loro, e non intervengano prima di aver ascoltato il rapporto degli ispettori Onu, come ha annunziato Karry, per non delegittimare il loro faticoso lavoro.
Negli USA inoltre si contano 67 milioni di cattolici, che non potrebbero non essere d’accordo con l’appello per la pace di Papa Francesco, anche se Obama ha promesso di non inviare in Siria truppe di terra , ma solo di effettuare blitz militari mirati per ridurre la forza militare di Assad.( aereoporti, aerei militari, missili). Non è detto però che i fatti confermino le intenzioni, e che non ci possano essere sgradevoli effetti collaterali. Obama dovrebbe tener conto dell’ opinione dei cittadini, che hanno già cominciato a manifestare contro la guerra, e non è affatto sicuro che il Congresso sarà d’accordo con l’opzione militare. Quindi discutere sulle scelte è positivo per la vita democratica. Ma la guerra si fa per vendere meglio delle nuove armi, come oggi ha ipotizzato papa Francesco?
III° Conclusione:
Con i paesi dell’altra riva nel Mediterraneo dobbiamo parlare solo noi Europei, sbrigandoci a costruire gli Stati Uniti d’Europa, facendola finita con quella degli Stati nazionali, col Consiglio Europeo, e con una Commissione, che non assicura un governo indipendente, balbettando agli ordini della Germania.
Lo abbiamo detto tante volte quello di cui abbiamo bisogno:
Di un Presidente europeo eletto da tutti i cittadini
Un governo esecutivo reale, al posto di una Commissione esautorata, con Ministri efficaci che parlino con una sola voce.
Di un Parlamento a Strasburgo, affiancato da un Senato, che ora non c’è, e che rappresenti gli interessi nazionali.
Di un ministero dell’Economia , in grado di reperire delle finanze, con prelievi fiscali omogenei in tutti i paesi, con un bilancio ricco, pari al 23% del PIL, per pagare anche i debiti sovrani dei paesi più deboli.
Un Ministero delle attività produttive che possa efficacemente agire per la crescita, e far fronte alla concorrenza in epoca globalizzata
Un Miniistero del lavoro per arginare seriamente la disoccupazione e favorire l’avvenire dei giovani.
Vogliamo che dopo le elezioni del 2014 l’Assemblea che uscirà dalle urne possa diventare un’Assemblea Costituente e dare all’Europa una nuova Costituzione, simile alla nostra, che è una delle migliorii sul continente. (Se i francesi nazionalisti hanno detto in passato no, ora invece sarebbero ora favorevoli.)
***
Solo un’Europa di questa fatta sarà in grado di promuovere una politica di stabilità politica, economica e culturale nei paesi dell’altra riva del Mediterraneo e sul Medio Oriente.
Perché i paesi delle Primavere arabe hanno fame, molto più di noi, e questo li rende fragili rispetto all’intolleranza religiosa, alla quale si aggrappano per affermare la loro identità
Dopo aver rovesciato dittatori disumani e corrotti, che non avevano mantenuto nessuna delle promesse sul piano sociale e ed economico, i governi usciti dalle urne sono ora incapaci di garantire i diritti umani e sociali delle donne, per le quali dovrebbero creare scuola, cultura formazione professionale e lavoro. Con la sharia rischiano di tornare al Medioevo.
In Egitto il grande errore dei Militari che hanno rovesciato Mubarak è stato di non aver cambiato la Costituzione prima di indire le nuove elezioni: e Morsi, forte della sua vittoria, ha potuto favorire la regressione culturale e religiosa contro le quali si sono ribellati i laici della piazza Tahrir.
Il paese rischia ora la guerra civile, dopo le repressioni durissime e inaccettabili da parte dei militari.
L’Egitto si è spaccato a metà, ed è ben lontano dall’aver risolto la crisi economica, giacché anche il turismo, una fonte rilevante di introiti, è bloccato.
Nel Mediterraneo è la nuova Europa che deve poter parlare, intervenendo, come ha già cominciato a fare la Germania, con le energie rinnovabili, per favorire in modo particolare i paesi deboli, che non possono contare sulle vendite del petrolio. (Marocco, Tunisia, Libano ed Egitto), soprattutto realizzando grandi centrali di energia dinamica solare sulle loro immense superfici desertiche.
L’Europa potrebbe poi con speciali condotte trasportare al Nord questa energia, e incidere su futuri sviluppi economici dei paesi nord africani favorendone la crescita, creando posti di lavoro, riducendo il flusso emigratorio verso di noi, se non per bisogni limitati di istruzione e formazione professionale. Sarebbero i nostri migliori clienti.
Solo così l’Europa potrà spingere Israele, che si sente molto minacciata dai propositi bellicosi dell’Iran e degli Hezbollah in Libano, ad agire nei confronti dei Palestinesi con una politica equanime, cessando una buona volta di installare nuovi insediamenti sul territorio e restituendo loro quelli del ’67.
Gli ebrei della Diaspora sarebbero favorevoli. A Bruxelles è nata una nuova associazione, E.C.O: ebrei contro l’occupazione.
Oggi, 9 settembre, 3 buone notizie:
a)Lavrov, Ministro degli esteri russo, d’accordo col Ministro degli esteri siriano, ha proposto che la Siria con segni alla Comunità internazionale lo stock di gas di cui dispone.E poi di indire una Conferenza di pace, Ginevra 2, per trattare tutti i problemi mediorientali. Papa Francesco ha fatto goal !
b) )Karry, segretario di Stato, ha approvato la proposta russa e ha detto allora che la rinuncia all’attacco sarà possibile se Assad agirà in modo leale e nel giro di una settimana.
c) Quirico, corrispondente della Stampa, è finalmente tornato in Italia, dopo un’avventura in Siria durata 150 giorni. Forse è stato pagato un riscatto dal nostro M AE. Aveva cercato di fuggire 2 volte, ma è stato ripreso , e anche torturato e minacciato di morte. Ha anche detto che la rivoluzione laica di Aleppo contro Assad, che lui voleva raccontare, due anni fa, è finita: e invece ce ne è un’altra, pericolosissima, guidata dai fondamentalisti islamici intransigenti a guida Al Khaeda.
Il problema è: anche loro si sono impadroniti dei gas tossici? Li consegneranno o no? Oggi la situazione è fuori controllo in Siria.
A lui non importa assolutamente nulla dei gas nervini, che, stoccati in tutto il paese, vengono usati tanto dai governativi di Assad quanto dai ribelli religiosi. Un crimine contro l’umanità? Lui conosce il problema, dai tempi delle rivolte cecene: c’è abituato . Quindi ora è rigorosamente per Damasco, perché ha potuto raggiungere un obiettivo che gli Zar avevano perseguito per tutto il XIX° secolo, senza riuscirci. Volevano navi da guerra sul Bosforo e sugli Stretti dei Dardanelli, ma la G.Bretagna si era sempre opposta.
Ci voleva un ex agente del KGB perché i Russi potessero da quel loro porto installare le loro navi da guerra, per controllare le rotte di trasporto petrolifero. Questa è la vera ragione per la quale in occasione del G20 a San Pietroburgo Putin ha ribadito che, in caso di opzione militare americana , lui aiuterà la sinistra Siria, dove viene ammazzata la popolazione civile, compresi i bambini. Non si fida di quello che dicono i servizi americani, dopo le balle raccontate da Colin Powell sulle armi di distruzione di massa in Iraq. Aspettiamo i risultati della missione Onu.
Ma in questa occasione abbiamo visto finalmente una novità: un congruo numero di paesi europei, guidati dalla Germania, in attesa dei risultati dell’inchiesta condotta dagli ispettori dell’Onu, si sono schierati per una soluzione politica, di condanna di Assad, e potrebbero stimolare Putin a cambiare idea, per gli interessi economici che ha finora saputo costruire con tutto il continente.
Per la prima volta il Ministro degli esteri , Lady Achton, sempre molto timida, prudente, e inefficiente, ha parlato con una voce sola, in nome di 13 paesi, confortata dal loro appoggio.
Che cosa è mancato, finora nel Mediterraneo?
Dopo le varie primavere arabe, in rivolta contro i dittatori locali, primavere che ora purtroppo surgelano nel più crudele degli inverni, grazie al ritorno di una radicale intolleranza religiosa, è mancata l’azione tempestiva di un’Europa Federale, sul piano politico, economico e culturale, per poter trasmettere ai paesi dell’altra riva i nostri valori.
Le nostre posizioni su due popoli due Stati per favorire la nascita di uno Stato palestinese, non hanno avuto risultati tangibili, e perfino Obama, contrario agli insediamenti ebraici sul territorio palestinese ha difficoltà.
II°
Gli americani sono intervenuti in Iraq prima, contro l’ex alleato Saddam Hussein, poi in Libia, contro Gheddafi, sostenendo anche l’azione dell’esercito e dei cittadini egiziani contro Mubarak. Anni di presenza bellica con migliaia di morti, per garantire l’ estrazione di petrolio nei migliori pozzi del Medio Oriente. Sono ora stufi di guerre. Se ne sono andati dall’Iraq, se ne andranno dall’Afganistan.
Ma ora la loro situazione energetica è cambiata: di petrolio ne hanno moltissimo e hanno anche promosso una grande campagna per le energie rinnovabili.
Quindi, senza apportare alcun beneficio finanziario a sé stessi , una loro opzione militare contro la Siria ci farebbe correre il rischio di una terza guerra mondiale, dal momento che Russia, Cina e Brik sono radicalmente contrari.
Le conseguenze più pesanti sarebbero quindi per noi europei, che già dobbiamo fronteggiare l’arrivo di 2 milioni di siriani in fuga dal loro paese, con conseguenze immaginabili se contro di noi venissero usati i gas e le armi chimiche, con i missili di cui dispongono, forniti dalla Russia. Assad lo ha già promesso ai Francesi, decisi a intervenire, nella sua intervista al Figaro. Ne pagherebbero le conseguenze in modo pesante.
Quindi gli americani stiano a casa loro, e non intervengano prima di aver ascoltato il rapporto degli ispettori Onu, come ha annunziato Karry, per non delegittimare il loro faticoso lavoro.
Negli USA inoltre si contano 67 milioni di cattolici, che non potrebbero non essere d’accordo con l’appello per la pace di Papa Francesco, anche se Obama ha promesso di non inviare in Siria truppe di terra , ma solo di effettuare blitz militari mirati per ridurre la forza militare di Assad.( aereoporti, aerei militari, missili). Non è detto però che i fatti confermino le intenzioni, e che non ci possano essere sgradevoli effetti collaterali. Obama dovrebbe tener conto dell’ opinione dei cittadini, che hanno già cominciato a manifestare contro la guerra, e non è affatto sicuro che il Congresso sarà d’accordo con l’opzione militare. Quindi discutere sulle scelte è positivo per la vita democratica. Ma la guerra si fa per vendere meglio delle nuove armi, come oggi ha ipotizzato papa Francesco?
III° Conclusione:
Con i paesi dell’altra riva nel Mediterraneo dobbiamo parlare solo noi Europei, sbrigandoci a costruire gli Stati Uniti d’Europa, facendola finita con quella degli Stati nazionali, col Consiglio Europeo, e con una Commissione, che non assicura un governo indipendente, balbettando agli ordini della Germania.
Lo abbiamo detto tante volte quello di cui abbiamo bisogno:
Di un Presidente europeo eletto da tutti i cittadini
Un governo esecutivo reale, al posto di una Commissione esautorata, con Ministri efficaci che parlino con una sola voce.
Di un Parlamento a Strasburgo, affiancato da un Senato, che ora non c’è, e che rappresenti gli interessi nazionali.
Di un ministero dell’Economia , in grado di reperire delle finanze, con prelievi fiscali omogenei in tutti i paesi, con un bilancio ricco, pari al 23% del PIL, per pagare anche i debiti sovrani dei paesi più deboli.
Un Ministero delle attività produttive che possa efficacemente agire per la crescita, e far fronte alla concorrenza in epoca globalizzata
Un Miniistero del lavoro per arginare seriamente la disoccupazione e favorire l’avvenire dei giovani.
Vogliamo che dopo le elezioni del 2014 l’Assemblea che uscirà dalle urne possa diventare un’Assemblea Costituente e dare all’Europa una nuova Costituzione, simile alla nostra, che è una delle migliorii sul continente. (Se i francesi nazionalisti hanno detto in passato no, ora invece sarebbero ora favorevoli.)
***
Solo un’Europa di questa fatta sarà in grado di promuovere una politica di stabilità politica, economica e culturale nei paesi dell’altra riva del Mediterraneo e sul Medio Oriente.
Perché i paesi delle Primavere arabe hanno fame, molto più di noi, e questo li rende fragili rispetto all’intolleranza religiosa, alla quale si aggrappano per affermare la loro identità
Dopo aver rovesciato dittatori disumani e corrotti, che non avevano mantenuto nessuna delle promesse sul piano sociale e ed economico, i governi usciti dalle urne sono ora incapaci di garantire i diritti umani e sociali delle donne, per le quali dovrebbero creare scuola, cultura formazione professionale e lavoro. Con la sharia rischiano di tornare al Medioevo.
In Egitto il grande errore dei Militari che hanno rovesciato Mubarak è stato di non aver cambiato la Costituzione prima di indire le nuove elezioni: e Morsi, forte della sua vittoria, ha potuto favorire la regressione culturale e religiosa contro le quali si sono ribellati i laici della piazza Tahrir.
Il paese rischia ora la guerra civile, dopo le repressioni durissime e inaccettabili da parte dei militari.
L’Egitto si è spaccato a metà, ed è ben lontano dall’aver risolto la crisi economica, giacché anche il turismo, una fonte rilevante di introiti, è bloccato.
Nel Mediterraneo è la nuova Europa che deve poter parlare, intervenendo, come ha già cominciato a fare la Germania, con le energie rinnovabili, per favorire in modo particolare i paesi deboli, che non possono contare sulle vendite del petrolio. (Marocco, Tunisia, Libano ed Egitto), soprattutto realizzando grandi centrali di energia dinamica solare sulle loro immense superfici desertiche.
L’Europa potrebbe poi con speciali condotte trasportare al Nord questa energia, e incidere su futuri sviluppi economici dei paesi nord africani favorendone la crescita, creando posti di lavoro, riducendo il flusso emigratorio verso di noi, se non per bisogni limitati di istruzione e formazione professionale. Sarebbero i nostri migliori clienti.
Solo così l’Europa potrà spingere Israele, che si sente molto minacciata dai propositi bellicosi dell’Iran e degli Hezbollah in Libano, ad agire nei confronti dei Palestinesi con una politica equanime, cessando una buona volta di installare nuovi insediamenti sul territorio e restituendo loro quelli del ’67.
Gli ebrei della Diaspora sarebbero favorevoli. A Bruxelles è nata una nuova associazione, E.C.O: ebrei contro l’occupazione.
Oggi, 9 settembre, 3 buone notizie:
a)Lavrov, Ministro degli esteri russo, d’accordo col Ministro degli esteri siriano, ha proposto che la Siria con segni alla Comunità internazionale lo stock di gas di cui dispone.E poi di indire una Conferenza di pace, Ginevra 2, per trattare tutti i problemi mediorientali. Papa Francesco ha fatto goal !
b) )Karry, segretario di Stato, ha approvato la proposta russa e ha detto allora che la rinuncia all’attacco sarà possibile se Assad agirà in modo leale e nel giro di una settimana.
c) Quirico, corrispondente della Stampa, è finalmente tornato in Italia, dopo un’avventura in Siria durata 150 giorni. Forse è stato pagato un riscatto dal nostro M AE. Aveva cercato di fuggire 2 volte, ma è stato ripreso , e anche torturato e minacciato di morte. Ha anche detto che la rivoluzione laica di Aleppo contro Assad, che lui voleva raccontare, due anni fa, è finita: e invece ce ne è un’altra, pericolosissima, guidata dai fondamentalisti islamici intransigenti a guida Al Khaeda.
Il problema è: anche loro si sono impadroniti dei gas tossici? Li consegneranno o no? Oggi la situazione è fuori controllo in Siria.
martedì 3 settembre 2013
Lettera a Massimo Cacciari - Ancora a proposito di Nicolò Machiavelli
Caro Cacciari,
ero sinceramente incuriosita di quanto lei, autorevole esponente di una schiera di intellettuali in Italia, avrebbe scritto su Machiavelli, nella nuova serie del Caffè Filosofico di Repubblica.
Me ne ero occupata rapidamente in una mia lettera a Scalfari, rispondendo a un suo editoriale su Machiavelli e machiavellismo. (Cfr il mio Blog , nel sito Ecodellarete.net)
Ho letto il libricino che accompagna il DVD, e onestamente il suo racconto espositivo non mi sembra sia sufficientemente articolato, data la complessità del personaggio e del suo pensiero, che non è propriamente filosofico quanto invece soprattutto politico, in un periodo dalla realtà effettuale pericolosa.
Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico e termina il miglior periodo della nostra storia nel quale, grazie alle sue qualità, era stato raggiunto un equilibrio pacifico fra i 5 Stati regionali ( Venezia, Genova, Napoli, Milano, e Stati Pontifici), spesso in conflitto fra loro.
Quando Carlo VIII°, dopo aver completato l’unificazione territoriale del paese, grazie al suo matrimonio con Anna di Bretagna, scende in Italia per rivendicare i suoi diritti di discendenza a Napoli e a Milano, vince in battaglia Piero de’Medici, occupa Firenze, e scoppia in città una violenta rivolta popolare anti-medicea, la prima dopo il trionfo di Cosimo il Vecchio, al potere fin dal 1434.
Nel 1494 si riafferma così la Repubblica, grazie alla propaganda religiosa di Fra Girolamo Savonarola, molto critico della dinastia corrotta e peccatrice, fino alla morte sul rogo nel 1498.
A partire da quest’anno la Repubblica ridiventa laica: a Machiavelli vengono affidate varie missioni diplomatiche, la prima delle quali in Romagna, nel 1502, alla corte di Cesare Borgia, il duca Valentino.
Il suo comportamento politico violento e criminale per rafforzare il proprio potere, diventerà il punto di riferimento per l’analisi machiavelliana della “realtà effettuale” nella era moderna . (“Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nell’ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, ecc.)
Nel 1510 , dopo numerose missioni in Francia, Machiavelli . scriverà “Il ritratto delle cose di Francia”, sottolineando che ora “tutte le buone terre appartengono alla Corona e non più ai baroni.” Era stata realizzata l’unificazione del territorio nazionale, che invece in Italia la Chiesa rendeva impossibile.
E nel XXV° capitolo del Principe avrebbe sottolineato che il ruolo principale di un Sovrano è quello di ridurre il ruolo della fortuna al 50%: “io la somiglio ai fiumi rovinosi, che quando si adirano allagano , ruinano gli alberi e gli edifici. Non resta che gli uomini, quando siano in tempi quieti, vi possano provvedere con ripari et argini, come è stato fatto in Francia, in Spagna, in Allemagna, mentre l’Italia è una campagna senza protezioni”.
Il suo racconto, caro Cacciari, è unilaterale, perché non parte dalla biografia dell’Autore del Principe, che nel 1512, col ritorno dei Medici e la fuga del Gonfaloniere Pier Capponi, del quale era il braccio destro, dopo esserlo stato di Soderini, viene arrestato,imprigionato, torturato alla corda, e mandato in esilio nel suo podere, vicino a S.Casciano.
La sua drammatica lettera a Francesco Vettori illustra la sua crisi di intellettuale repubblicano, crisi economica, psicologica ed esistenziale, per aver perduto ogni possibilità di lavoro, dopo aver ricoperto numerosi incarichi diplomatici di gran prestigio e il ruolo di Segretario della Repubblica.. Crisi che non poteva essere risolta se non tentando di rendersi di nuovo utile.
Quando nel 1513 inizia a scrivere “ De Principatibus”, nella dedica a Lorenzo de’ Medici, nipote del Magnifico, afferma che l’opera viene redatta “per la sua esperienza delle cose moderne e per la continua lezione delle antigue”, che essa dovrà contare soprattutto per la “gravità del subietto”, sperando che ” La Magnificenza a cui si è rivolto voglia versare gli occhi in luoghi bassi, e possa conoscere quanto l’autore sopporti indegnamente una malignità di fortuna”.
***
2) Machiavelli e machiavellismo.
Dopo i massacri della Notte di S.Bartolomeo, voluti da Caterina de’ Medici, divenuta regina di Francia , furono gli Ugonotti a parlare del machiavellismo della sovrana cattolica, influenzata dal Principe, e Bodin, interpretando il testo, doveva teorizzare “la Ragion di Stato” come la necessità suprema di azione dura, per un governo assoluto.
Ma nel Settecento, scomparsi i Borgia , e i Medici, i nuovi filosofi illuministi dovevano seriamente rimettere in questione l’origine divina del potere, con i suoi arbitri e i suoi crimini, e quindi ricollocare il pensiero politico di Machiavelli sulla rotta giusta.
Non solo con la voce Machiavellismo della Grande Encyclopédie, pare dovuta a Diderot, ma soprattutto J.Jacques Rousseau nel “Contratto sociale” doveva parlare del Principe come il libro dei repubblicani, (G. Procacci, Introduzione al Principe, pag. 87, Feltrinelli 1960), seguito da Foscolo che nei Sepolcri scrisse di Machiavelli:
“ Quel grande, che
temprando lo scettro ai regnatori
gli allor ne sfronda ed alle genti svela
di che lacrime grondi e di che sangue
***
Il concetto di Stato in Machiavelli evolve, passando dal ruolo antropomorfico, Il Principe, ad un’altra visione laica e liberale, che si afferma soprattutto nei “Discorsi sulla Deca di Tito Livio!”
Un’opera iniziata nello stesso anno, 1513, che è però frutto di una riflessione lunga e articolata, protraendosi nel corso degli anni successivi. Ma non venne pubblicata dall’autore in vita, perché la considerava pericolosa. Apparve solo nel 1531.
Il perché si può capire dalla dedica ai suoi amici, Cosimo Rucellai, che ospitava nei giardini del suo palazzo le passeggiate dei repubblicani, e soprattutto a Zanobi Buondelmonti, che aveva organizzato nel 1522 addirittura una congiura anti medicea. Machiavelli ringraziava i destinatari per i molti benefici ricevuti, ed esprimeva una vera e propria auto-critica, in polemica con sé stesso:
“Mi pare in quest’opera di essere uscito a fare dell’uso comune di coloro che sogliono sempre le loro opere a qualche principe indirizzare, e, accecati dall’ambizione e dall’avarizia, laudano quello, di tutte le virtuose qualitadi quando da ogni parte doverebbero biasimarlo.. Onde io , per non incorrere in quest’errore, ho eletti non quelli che sono principi, ma quelli che per le infinite qualità meriterebbero di essere”
Come ho già scritto nella mia lettera a Scalfari, mi sembrano allora cruciali due elementi:
Confrontandosi con Cesare Borgia, con i potentissimi papi usciti dalla famiglia Medici, Leone X° e Clemente VII° , Machiavelli non poteva che mettersi una maschera, e praticare “una dissimulazione onesta,” per ricuperare una funzione pubblica perduta, e uno status politico di primo piano . Era anche il suo modo di aggiornare , in base “alla realtà effettuale”, la nozione di Stato in era Moderna.
Ma la sua vera natura era quella di un intellettuale repubblicano, divenuto, per forza di cose e malgré lui, uno scrittore cortigiano.
Pubblicata solo dopo la sua morte , la sua vera opera restano quindi “ I Discorsi”, perché non aveva dimenticato i benefici delle “antigue lettere”, la storia della Repubblica Romana, ancorando ad essa quella della Repubblica di Firenze. Il passato per capire il presente.
“Non c’è cosa necessaria a una collettività, partito, regno o repubblica, che quella di restituirle la reputazione che aveva ai suoi inizi, grazie alla qualità delle istituzioni, degli individui, non per effetto di un intervento straniero (come era accaduto a Firenze nel 1494 con Carlo VIII°)
“ Un patto può essere passato fra lo Stato e i suoi cittadini” affinché un capo non eserciti il proprio potere in modo arbitrario e incontrollato. E cita a questo proposito l’esempio delle leggi costituzionali promulgate dalla Monarchia in Francia, sottolineando il ruolo di tutela dei cittadini esercitato dal Parlamento.
Infatti nel 1512, quando era ancora il Segretario Fiorentino, nel suo Discursus ai Medici, aveva proposto di creare, accanto al Gran Consiglio , un altro ristretto di 64 membri, utile per come dosare nelle leggi e nelle Istituzioni dello Stato le due forze opposte: i Grandi e il popolo.
“I primi tendono a dominare gli altri, mentre il popolo rifiuta di essere dominato e schiacciato”.
Il compito primordiale del legislatore consiste dunque nell’assicurare un’espressione politica equilibrata. E una delle condizioni per fare questo è che in un paese possa permanere la lotta di classe: il conflitto economico e politico assicura la guardia della libertà e la durevolezza della Repubblica.
Contro Tito Livio, Machiavelli propugna dunque un ordine nuovo, libero e popolare, un piano di dinamica sociale, per istituzionalizzare le opposizioni ( Il senato e i tribuni) , rendendo legali i conflitti.
Conclusione:
Perché ci interessiamo tanto al pensiero di Machiavelli e in che cosa ci pare legato alla nostra attualità?
Non mi pare che egli sia una filosofo utopista, come lo sono stati Moro e Erasmo. La sua è una ricerca politica, di un repubblicano che ama la sua città, e ne rifiuta la crisi. Sono proposte scritte quando si poteva ancora operare, e non avevano ancora vinto né la Francia né la Spagna (prima della sconfitta a Pavia di Francesco I°. nel 1525°), proposte che mirano a formare dei cittadini che vogliono costituirsi in Stato, in un’operazione di lungo respiro.
Mi sembra quindi molto attuale la sua idea di istituzionalizzare la lotta di classe, e trova il suo riscontro odierno nella richiesta di Landini, che, contro Marchionne, chiede al governo una nuova legge sulla rappresentanza di tutti i sindacati (legge che ancora non c’è, ) e un suo energico intervento contro la volontà della Fiat di andare a produrre all’estero, per punire sindacati indipendenti, malgrado i capitali pubblici ricevuti.
B)
La necessità di difendere la Costituzione del ’48, nata nella Repubblica ai suoi inizi, per merito dei Padri Costituenti, cioè gli uomini migliori, vincitori della lotta contro il fascismo. ( Per salvaguardarla si stanno raccogliendo mezzo milione di firme.)
C )
La decadenza di un finto Principe, condannato in via definitiva, dopo 3 gradi di giudizio, perché frodando il fisco, si è appropriato di soldi pubblici. Così del resto aveva fatto Lorenzo il Magnifico, sottraendo all’erario fiorentino i soldi per la dote alle ragazze povere, per poter saldare il buco di bilancio alla filiale di Lione della Banca medicea. Per questo il pittore Pietro di Cosimo, repubblicano, lo aveva chiamato il Magnifico Merda.
Che la Giunta al Senato decida la decadenza, come prescrive la legge Severino, già applicata per altri, dopo avergli consentito di difendersi.
D)
Occorre d’urgenza una nuova legge elettorale, analoga a quella esistente per i Sindaci, con un ballottaggio a doppio turno, grazie alla quale si capisca alla fine chi ha vinto e chi ha perso. Con un premio di maggioranza a chi ottiene almeno il 40% dei voti.
Necessaria per dare stabilità al paese, con un nuovo Parlamento di 2 forze, una di centro-destra, che tuteli gli interessi degli abbienti (ma non guidata da un capo pregiudicato) , e una di centro- sinistra che possa salvaguardare i nostri interessi di cittadini , soprattutto sul piano fiscale, e assicurare l’avvenire dei giovani.
Come Machiavelli amiamo il nostro paese e rifiutiamo la sua crisi economica, sociale, politica, culturale e morale, per poter stare degnamente in Europa.
ero sinceramente incuriosita di quanto lei, autorevole esponente di una schiera di intellettuali in Italia, avrebbe scritto su Machiavelli, nella nuova serie del Caffè Filosofico di Repubblica.
Me ne ero occupata rapidamente in una mia lettera a Scalfari, rispondendo a un suo editoriale su Machiavelli e machiavellismo. (Cfr il mio Blog , nel sito Ecodellarete.net)
Ho letto il libricino che accompagna il DVD, e onestamente il suo racconto espositivo non mi sembra sia sufficientemente articolato, data la complessità del personaggio e del suo pensiero, che non è propriamente filosofico quanto invece soprattutto politico, in un periodo dalla realtà effettuale pericolosa.
Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico e termina il miglior periodo della nostra storia nel quale, grazie alle sue qualità, era stato raggiunto un equilibrio pacifico fra i 5 Stati regionali ( Venezia, Genova, Napoli, Milano, e Stati Pontifici), spesso in conflitto fra loro.
Quando Carlo VIII°, dopo aver completato l’unificazione territoriale del paese, grazie al suo matrimonio con Anna di Bretagna, scende in Italia per rivendicare i suoi diritti di discendenza a Napoli e a Milano, vince in battaglia Piero de’Medici, occupa Firenze, e scoppia in città una violenta rivolta popolare anti-medicea, la prima dopo il trionfo di Cosimo il Vecchio, al potere fin dal 1434.
Nel 1494 si riafferma così la Repubblica, grazie alla propaganda religiosa di Fra Girolamo Savonarola, molto critico della dinastia corrotta e peccatrice, fino alla morte sul rogo nel 1498.
A partire da quest’anno la Repubblica ridiventa laica: a Machiavelli vengono affidate varie missioni diplomatiche, la prima delle quali in Romagna, nel 1502, alla corte di Cesare Borgia, il duca Valentino.
Il suo comportamento politico violento e criminale per rafforzare il proprio potere, diventerà il punto di riferimento per l’analisi machiavelliana della “realtà effettuale” nella era moderna . (“Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nell’ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, ecc.)
Nel 1510 , dopo numerose missioni in Francia, Machiavelli . scriverà “Il ritratto delle cose di Francia”, sottolineando che ora “tutte le buone terre appartengono alla Corona e non più ai baroni.” Era stata realizzata l’unificazione del territorio nazionale, che invece in Italia la Chiesa rendeva impossibile.
E nel XXV° capitolo del Principe avrebbe sottolineato che il ruolo principale di un Sovrano è quello di ridurre il ruolo della fortuna al 50%: “io la somiglio ai fiumi rovinosi, che quando si adirano allagano , ruinano gli alberi e gli edifici. Non resta che gli uomini, quando siano in tempi quieti, vi possano provvedere con ripari et argini, come è stato fatto in Francia, in Spagna, in Allemagna, mentre l’Italia è una campagna senza protezioni”.
Il suo racconto, caro Cacciari, è unilaterale, perché non parte dalla biografia dell’Autore del Principe, che nel 1512, col ritorno dei Medici e la fuga del Gonfaloniere Pier Capponi, del quale era il braccio destro, dopo esserlo stato di Soderini, viene arrestato,imprigionato, torturato alla corda, e mandato in esilio nel suo podere, vicino a S.Casciano.
La sua drammatica lettera a Francesco Vettori illustra la sua crisi di intellettuale repubblicano, crisi economica, psicologica ed esistenziale, per aver perduto ogni possibilità di lavoro, dopo aver ricoperto numerosi incarichi diplomatici di gran prestigio e il ruolo di Segretario della Repubblica.. Crisi che non poteva essere risolta se non tentando di rendersi di nuovo utile.
Quando nel 1513 inizia a scrivere “ De Principatibus”, nella dedica a Lorenzo de’ Medici, nipote del Magnifico, afferma che l’opera viene redatta “per la sua esperienza delle cose moderne e per la continua lezione delle antigue”, che essa dovrà contare soprattutto per la “gravità del subietto”, sperando che ” La Magnificenza a cui si è rivolto voglia versare gli occhi in luoghi bassi, e possa conoscere quanto l’autore sopporti indegnamente una malignità di fortuna”.
***
2) Machiavelli e machiavellismo.
Dopo i massacri della Notte di S.Bartolomeo, voluti da Caterina de’ Medici, divenuta regina di Francia , furono gli Ugonotti a parlare del machiavellismo della sovrana cattolica, influenzata dal Principe, e Bodin, interpretando il testo, doveva teorizzare “la Ragion di Stato” come la necessità suprema di azione dura, per un governo assoluto.
Ma nel Settecento, scomparsi i Borgia , e i Medici, i nuovi filosofi illuministi dovevano seriamente rimettere in questione l’origine divina del potere, con i suoi arbitri e i suoi crimini, e quindi ricollocare il pensiero politico di Machiavelli sulla rotta giusta.
Non solo con la voce Machiavellismo della Grande Encyclopédie, pare dovuta a Diderot, ma soprattutto J.Jacques Rousseau nel “Contratto sociale” doveva parlare del Principe come il libro dei repubblicani, (G. Procacci, Introduzione al Principe, pag. 87, Feltrinelli 1960), seguito da Foscolo che nei Sepolcri scrisse di Machiavelli:
“ Quel grande, che
temprando lo scettro ai regnatori
gli allor ne sfronda ed alle genti svela
di che lacrime grondi e di che sangue
***
Il concetto di Stato in Machiavelli evolve, passando dal ruolo antropomorfico, Il Principe, ad un’altra visione laica e liberale, che si afferma soprattutto nei “Discorsi sulla Deca di Tito Livio!”
Un’opera iniziata nello stesso anno, 1513, che è però frutto di una riflessione lunga e articolata, protraendosi nel corso degli anni successivi. Ma non venne pubblicata dall’autore in vita, perché la considerava pericolosa. Apparve solo nel 1531.
Il perché si può capire dalla dedica ai suoi amici, Cosimo Rucellai, che ospitava nei giardini del suo palazzo le passeggiate dei repubblicani, e soprattutto a Zanobi Buondelmonti, che aveva organizzato nel 1522 addirittura una congiura anti medicea. Machiavelli ringraziava i destinatari per i molti benefici ricevuti, ed esprimeva una vera e propria auto-critica, in polemica con sé stesso:
“Mi pare in quest’opera di essere uscito a fare dell’uso comune di coloro che sogliono sempre le loro opere a qualche principe indirizzare, e, accecati dall’ambizione e dall’avarizia, laudano quello, di tutte le virtuose qualitadi quando da ogni parte doverebbero biasimarlo.. Onde io , per non incorrere in quest’errore, ho eletti non quelli che sono principi, ma quelli che per le infinite qualità meriterebbero di essere”
Come ho già scritto nella mia lettera a Scalfari, mi sembrano allora cruciali due elementi:
Confrontandosi con Cesare Borgia, con i potentissimi papi usciti dalla famiglia Medici, Leone X° e Clemente VII° , Machiavelli non poteva che mettersi una maschera, e praticare “una dissimulazione onesta,” per ricuperare una funzione pubblica perduta, e uno status politico di primo piano . Era anche il suo modo di aggiornare , in base “alla realtà effettuale”, la nozione di Stato in era Moderna.
Ma la sua vera natura era quella di un intellettuale repubblicano, divenuto, per forza di cose e malgré lui, uno scrittore cortigiano.
Pubblicata solo dopo la sua morte , la sua vera opera restano quindi “ I Discorsi”, perché non aveva dimenticato i benefici delle “antigue lettere”, la storia della Repubblica Romana, ancorando ad essa quella della Repubblica di Firenze. Il passato per capire il presente.
“Non c’è cosa necessaria a una collettività, partito, regno o repubblica, che quella di restituirle la reputazione che aveva ai suoi inizi, grazie alla qualità delle istituzioni, degli individui, non per effetto di un intervento straniero (come era accaduto a Firenze nel 1494 con Carlo VIII°)
“ Un patto può essere passato fra lo Stato e i suoi cittadini” affinché un capo non eserciti il proprio potere in modo arbitrario e incontrollato. E cita a questo proposito l’esempio delle leggi costituzionali promulgate dalla Monarchia in Francia, sottolineando il ruolo di tutela dei cittadini esercitato dal Parlamento.
Infatti nel 1512, quando era ancora il Segretario Fiorentino, nel suo Discursus ai Medici, aveva proposto di creare, accanto al Gran Consiglio , un altro ristretto di 64 membri, utile per come dosare nelle leggi e nelle Istituzioni dello Stato le due forze opposte: i Grandi e il popolo.
“I primi tendono a dominare gli altri, mentre il popolo rifiuta di essere dominato e schiacciato”.
Il compito primordiale del legislatore consiste dunque nell’assicurare un’espressione politica equilibrata. E una delle condizioni per fare questo è che in un paese possa permanere la lotta di classe: il conflitto economico e politico assicura la guardia della libertà e la durevolezza della Repubblica.
Contro Tito Livio, Machiavelli propugna dunque un ordine nuovo, libero e popolare, un piano di dinamica sociale, per istituzionalizzare le opposizioni ( Il senato e i tribuni) , rendendo legali i conflitti.
Conclusione:
Perché ci interessiamo tanto al pensiero di Machiavelli e in che cosa ci pare legato alla nostra attualità?
Non mi pare che egli sia una filosofo utopista, come lo sono stati Moro e Erasmo. La sua è una ricerca politica, di un repubblicano che ama la sua città, e ne rifiuta la crisi. Sono proposte scritte quando si poteva ancora operare, e non avevano ancora vinto né la Francia né la Spagna (prima della sconfitta a Pavia di Francesco I°. nel 1525°), proposte che mirano a formare dei cittadini che vogliono costituirsi in Stato, in un’operazione di lungo respiro.
Mi sembra quindi molto attuale la sua idea di istituzionalizzare la lotta di classe, e trova il suo riscontro odierno nella richiesta di Landini, che, contro Marchionne, chiede al governo una nuova legge sulla rappresentanza di tutti i sindacati (legge che ancora non c’è, ) e un suo energico intervento contro la volontà della Fiat di andare a produrre all’estero, per punire sindacati indipendenti, malgrado i capitali pubblici ricevuti.
B)
La necessità di difendere la Costituzione del ’48, nata nella Repubblica ai suoi inizi, per merito dei Padri Costituenti, cioè gli uomini migliori, vincitori della lotta contro il fascismo. ( Per salvaguardarla si stanno raccogliendo mezzo milione di firme.)
C )
La decadenza di un finto Principe, condannato in via definitiva, dopo 3 gradi di giudizio, perché frodando il fisco, si è appropriato di soldi pubblici. Così del resto aveva fatto Lorenzo il Magnifico, sottraendo all’erario fiorentino i soldi per la dote alle ragazze povere, per poter saldare il buco di bilancio alla filiale di Lione della Banca medicea. Per questo il pittore Pietro di Cosimo, repubblicano, lo aveva chiamato il Magnifico Merda.
Che la Giunta al Senato decida la decadenza, come prescrive la legge Severino, già applicata per altri, dopo avergli consentito di difendersi.
D)
Occorre d’urgenza una nuova legge elettorale, analoga a quella esistente per i Sindaci, con un ballottaggio a doppio turno, grazie alla quale si capisca alla fine chi ha vinto e chi ha perso. Con un premio di maggioranza a chi ottiene almeno il 40% dei voti.
Necessaria per dare stabilità al paese, con un nuovo Parlamento di 2 forze, una di centro-destra, che tuteli gli interessi degli abbienti (ma non guidata da un capo pregiudicato) , e una di centro- sinistra che possa salvaguardare i nostri interessi di cittadini , soprattutto sul piano fiscale, e assicurare l’avvenire dei giovani.
Come Machiavelli amiamo il nostro paese e rifiutiamo la sua crisi economica, sociale, politica, culturale e morale, per poter stare degnamente in Europa.
lunedì 26 agosto 2013
Luca Telese! Ma quando vai in vacanza?
Mi pare che il conduttore di “In onda”,(l’unico talk show rimasto nel mese d’agosto,) abbia bisogno di abbronzarsi e di dimagrire nuotando.
Questo è apparso chiaro nella lunga del 22 agosto, con gli ospiti da lui prescelti da Luca.
Una Pizia Pitonessa , la megagalattica Santanché, molto maldestramente contrastata da una Paola DeMicheli, che accompagnava i suoi argomenti con un contrappunto pseudo-ironico di smorfiette e sorrisini.
Era facile fare accettare alla Daniela la distinzione fra fatti giuridici e fatti politici? Dalle risposte si è visto che era impossibile.
Un fiume di parole piddine completamente nullificate nel loro significato dall’aggressività prorompente della sua avversaria.
Perché Berlusconi non ha fatto la riforma della giustizia, quando aveva la maggioranza?
Perchè-dice Dany- non aveva il 51%, ma era in coalizione con Fini, che dava sempre ragione alla magistratura sulla legalità.
Il cavaliere non ha mai fatto i suoi interessi ma sempre quelli degli italiani ( detto senza ridere).
Infatti avrà forse approfittato della depenalizzazione del falso in bilancio per salvarsi da 2 o 3 processi, ma è anche andato in soccorso di tutti coloro che lo avevano largamente praticato, praticamente salvandoli dalla galera! (Se no- come faceva a prendere regolarmente vari milioni di voti?) Sono questi che contano, gli elettori, non le opinioni di funzionari, come i magistrati, che al massimo hanno fatto i loro concorsi, ma che nessuno si è mai sognato di eleggere con milioni di voti !...
Perché il governo di Enrico Letta dovrebbe durare, se in Giunta il PD al Senato voterà l’ esclusione del Cavaliere, applicando la sentenza della Cassazione? Quanti voti ha preso Letta per essere Premier?
La Pizia era vigorosamente sostenuta da Crosetto, ( Fratelli d’Italia), prima molto critico del Capo ma ora berlusconiano convinto.
C’era poi tra gli ospiti in dibattito una signora Cieli, assolutamente inverosimile, che invitava il cavaliere a non rifiutare il carcere, ma di comportarsi, da detenuto oppositore, come avevano fatto Gramsci e Sofri (!?)….Brava! Un calcio in corner!
Non so, caro Telese, se sia vero quanto apparso su alcuni giornali house-organ che tu ti servi delle finte discussioni di “In onda” per assicurarti a Mediaset un eventuale posto nelle prossime trasmissioni politiche, quando il Capo, con” coraggio e con onore”. come dice la Pizia, si batterà per Forza Italia, liquidando gli inutili “maschietti”, come Cicchitto e Gasparri….(Uno ex-socialista con tessera P2, l’altro ex Msi e ex An) … tutti nutriti, in tempi di crisi economica, “ a pane, burro e marmellata”, come dice il grande Manitou…
Perfino il povero corrispondente di “Libération” era soggiogato dalla fascinosa aggressività della falchessa, che da ex An, parlava di continuo, sovrastando ogni altra voce.
Luca, mi chiedo: che ci fai alla Sette? Va in vacanza! E fatti sommergere dall’Onda giusta.
Questo è apparso chiaro nella lunga del 22 agosto, con gli ospiti da lui prescelti da Luca.
Una Pizia Pitonessa , la megagalattica Santanché, molto maldestramente contrastata da una Paola DeMicheli, che accompagnava i suoi argomenti con un contrappunto pseudo-ironico di smorfiette e sorrisini.
Era facile fare accettare alla Daniela la distinzione fra fatti giuridici e fatti politici? Dalle risposte si è visto che era impossibile.
Un fiume di parole piddine completamente nullificate nel loro significato dall’aggressività prorompente della sua avversaria.
Perché Berlusconi non ha fatto la riforma della giustizia, quando aveva la maggioranza?
Perchè-dice Dany- non aveva il 51%, ma era in coalizione con Fini, che dava sempre ragione alla magistratura sulla legalità.
Il cavaliere non ha mai fatto i suoi interessi ma sempre quelli degli italiani ( detto senza ridere).
Infatti avrà forse approfittato della depenalizzazione del falso in bilancio per salvarsi da 2 o 3 processi, ma è anche andato in soccorso di tutti coloro che lo avevano largamente praticato, praticamente salvandoli dalla galera! (Se no- come faceva a prendere regolarmente vari milioni di voti?) Sono questi che contano, gli elettori, non le opinioni di funzionari, come i magistrati, che al massimo hanno fatto i loro concorsi, ma che nessuno si è mai sognato di eleggere con milioni di voti !...
Perché il governo di Enrico Letta dovrebbe durare, se in Giunta il PD al Senato voterà l’ esclusione del Cavaliere, applicando la sentenza della Cassazione? Quanti voti ha preso Letta per essere Premier?
La Pizia era vigorosamente sostenuta da Crosetto, ( Fratelli d’Italia), prima molto critico del Capo ma ora berlusconiano convinto.
C’era poi tra gli ospiti in dibattito una signora Cieli, assolutamente inverosimile, che invitava il cavaliere a non rifiutare il carcere, ma di comportarsi, da detenuto oppositore, come avevano fatto Gramsci e Sofri (!?)….Brava! Un calcio in corner!
Non so, caro Telese, se sia vero quanto apparso su alcuni giornali house-organ che tu ti servi delle finte discussioni di “In onda” per assicurarti a Mediaset un eventuale posto nelle prossime trasmissioni politiche, quando il Capo, con” coraggio e con onore”. come dice la Pizia, si batterà per Forza Italia, liquidando gli inutili “maschietti”, come Cicchitto e Gasparri….(Uno ex-socialista con tessera P2, l’altro ex Msi e ex An) … tutti nutriti, in tempi di crisi economica, “ a pane, burro e marmellata”, come dice il grande Manitou…
Perfino il povero corrispondente di “Libération” era soggiogato dalla fascinosa aggressività della falchessa, che da ex An, parlava di continuo, sovrastando ogni altra voce.
Luca, mi chiedo: che ci fai alla Sette? Va in vacanza! E fatti sommergere dall’Onda giusta.
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